Di Fabio Ghizzoni RSU Sulpl Bassa Reggiana - pensiero, condiviso, di una nostra RSU

Di Fabio Ghizzoni RSU Sulpl Bassa Reggiana
C’è una cosa che va detta chiaramente, anche se può dare fastidio.
Il problema non è solo del Governo, né solo delle amministrazioni locali o regionali.
Il problema, in parte, è anche nostro.
E sì, anche di chi avrebbe dovuto tutelarci meglio.
Perché mentre ci lamentiamo (giustamente) per la mancanza di tutele, c’è anche chi accetta tutto questo senza fiatare.
Anzi, a volte lo cerca.
Colleghi che vogliono fare i compiti delle Forze dell’Ordine:
interventi complessi, situazioni rischiose, attività delicate…
ma senza avere:
tutele
formazione adeguata
riconoscimento giuridico ed economico
E intanto succedono cose che non dovrebbero esistere nel 2026:
Comuni dove si lavora in strada da soli senza strumenti o con autovetture vetuste.
Non per scelta.
Perché si è obbligati.
Da soli su interventi.
Da soli di sera.
Da soli a gestire situazioni potenzialmente pericolose.
E tutto questo viene ormai considerato “normale”.
Perché?
Perché magari in cambio arriva:
qualche straordinario in più
qualche turno “premiato”
qualche buono pasto
qualche piccolo vantaggio interno
E allora si tace.
Si accetta.
Si tira avanti.
Ma così facendo stiamo legittimando un sistema che ci sfrutta.
Stiamo abbassando l’asticella per tutti.
Soprattutto sul tema del lavoro usurante, dove per anni non si è ottenuto nulla di concreto.
Risultato?
Turni pesanti, rischi reali… e pensione sempre a 67 anni.
Perché se passa il messaggio che “tanto lo fanno lo stesso”, senza diritti e senza tutele…
non cambierà mai nulla.
Questa non è professionalità.
Non è spirito di servizio.
È adattamento al ribasso.
E alla fine il conto lo paghiamo tutti:
meno sicurezza reale
più rischi personali
zero riconoscimento
Non si può andare avanti così.
O cambiano le regole, o cambia la risposta.
Basta silenzi. Basta compromessi.