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IL SULPL ESPRIME CONDANNA PER IL VILE ATTENTATO A ..

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Il Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale (SULPL) esprime la più ferma condanna per il grave e inaccettabile atto criminoso verificatosi nella mattinata odierna ai danni del Comando di Polizia Locale di Casandrino, dove sono stati incendiati i veicoli di servizio.

Si tratta di un gesto vile e intimidatorio che colpisce non solo un presidio operativo fondamentale per la sicurezza del territorio, ma l’intero sistema della Polizia Locale e i valori di legalità e servizio allo Stato che ogni operatore rappresenta quotidianamente con professionalità, sacrificio e senso del dovere.

Il SULPL manifesta la propria piena e concreta solidarietà al Corpo di Polizia Locale di Casandrino, al Comandante Andreaj D’Ambrosio e a tutti gli uomini e le donne in servizio, destinatari di un attacco che mira chiaramente a intimidire e ostacolare l’azione di controllo e tutela della collettività.

Tali atti non possono e non devono in alcun modo scalfire la determinazione degli operatori di Polizia Locale, che continueranno a svolgere il proprio lavoro con la consueta dedizione e fermezza. È necessario, oggi più che mai, ribadire con forza l’unità e la compattezza dell’intera categoria di fronte a ogni forma di violenza e sopraffazione.

Il SULPL assicura la massima attenzione sull’accaduto e rinnova il proprio impegno a tutela degli appartenenti alla Polizia Locale, sollecitando al contempo un rafforzamento delle misure di sicurezza e di protezione per tutti gli operatori impegnati sul territorio.

Colpire un Comando di Polizia Locale significa colpire l’intera comunità professionale: a questa logica criminale si risponde con unità, presenza e determinazione.

Il SULPL è e resterà al fianco di tutti gli operatori, senza esitazioni.

Di Fabio Ghizzoni RSU Sulpl Bassa Reggiana - pensiero, condiviso, di una nostra RSU

SULPL TRICOLORE

 

 

Di Fabio Ghizzoni RSU Sulpl Bassa Reggiana
C’è una cosa che va detta chiaramente, anche se può dare fastidio.
Il problema non è solo del Governo, né solo delle amministrazioni locali o regionali.
Il problema, in parte, è anche nostro.
E sì, anche di chi avrebbe dovuto tutelarci meglio.
Perché mentre ci lamentiamo (giustamente) per la mancanza di tutele, c’è anche chi accetta tutto questo senza fiatare.
Anzi, a volte lo cerca.
Colleghi che vogliono fare i compiti delle Forze dell’Ordine:
interventi complessi, situazioni rischiose, attività delicate…
ma senza avere:
tutele
formazione adeguata
riconoscimento giuridico ed economico
E intanto succedono cose che non dovrebbero esistere nel 2026:
Comuni dove si lavora in strada da soli senza strumenti o con autovetture vetuste.
Non per scelta.
Perché si è obbligati.
Da soli su interventi.
Da soli di sera.
Da soli a gestire situazioni potenzialmente pericolose.
E tutto questo viene ormai considerato “normale”.
Perché?
Perché magari in cambio arriva:
qualche straordinario in più
qualche turno “premiato”
qualche buono pasto
qualche piccolo vantaggio interno
E allora si tace.
Si accetta.
Si tira avanti.
Ma così facendo stiamo legittimando un sistema che ci sfrutta.
Stiamo abbassando l’asticella per tutti.
Soprattutto sul tema del lavoro usurante, dove per anni non si è ottenuto nulla di concreto.
Risultato?
Turni pesanti, rischi reali… e pensione sempre a 67 anni.
Perché se passa il messaggio che “tanto lo fanno lo stesso”, senza diritti e senza tutele…
non cambierà mai nulla.
Questa non è professionalità.
Non è spirito di servizio.
È adattamento al ribasso.
E alla fine il conto lo paghiamo tutti:
meno sicurezza reale
più rischi personali
zero riconoscimento
Non si può andare avanti così.
O cambiano le regole, o cambia la risposta.
Basta silenzi. Basta compromessi.

Regioni, Dipartimenti e Città Metropolitane