SECONDA ARMA PER LA POLIZIA LOCALE E INTERESSANTE ANALISI SULLA RIFORMA


Arma personale fuori servizio: ⁸c’è la circolare
https://www.armietiro.it/arma-personale-fuori-servizio-ce-la-circolare


Arma personale fuori servizio: ⁸c’è la circolare
https://www.armietiro.it/arma-personale-fuori-servizio-ce-la-circolare

Atto NON dovuto: BENE LE NORME SU ATTO DOVUTO, MA NUOVO SCHIAFFO SULLE TUTELE LEGALI PER LA POLIZIA LOCALE. IL SULPL PRONTO ALLA MOBILITAZIONE SENZA GARANZIE SU TEMPI CERTI DELLA RIFORMA.
Ancora una volta, con il nuovo Decreto Sicurezza, la Polizia Locale resta fuori dalle tutele legali previste per chi ogni giorno garantisce sicurezza ai cittadini IN prossimita' QUOTIDIANAMENTE. Come SULPL non possiamo accettarlo. Indossiamo una divisa, operiamo sulle strade, interveniamo nelle situazioni più complesse e rischiose, in prima linea.
Eppure non rientriamo tra le forze dell’ordine quando si parla di diritti e garanzie, salvo poi essere chiamati ogni volta che lo Stato ha necessità.
La Polizia Locale c'è non fa un passo indietro, ma non può continuare a essere considerata solo per i doveri, servono risposte certe, tutele chiare, rispetto e coerenza delle Istituzioni.
Perché non possono esistere solo doveri, senza diritti.
Il SULPL evidenzia e ripropone alla Categoria che si UNISCA (ognuno con le proprie bandiere/simboli) e si organizzi un incontro per una mobilitazione UNITARIA - NOI CI SIAMO!.
La Segreteria Generale SULPL

Il SULPL esprime piena e convinta solidarietà al poliziotto coinvolto nei gravi fatti avvenuti a Torino durante le manifestazioni riconducibili al centro sociale Askanatuna.
Quanto accaduto non è tollerabile né accettabile in uno Stato di diritto. La violenza, l’aggressione alle forze dell’ordine e la sistematica negazione delle regole democratiche non possono trovare alcuna giustificazione, né politica né sociale. È inaccettabile che esistano aree delle nostre città trasformate in zone franche, dove la legalità viene quotidianamente messa in discussione e chi indossa una divisa diventa bersaglio di odio e intimidazione.
Il poliziotto ha operato nel pieno rispetto del proprio dovere istituzionale, in un contesto di forte tensione e di chiara aggressività, tutelando l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Ancora una volta le forze dell’ordine si trovano a fronteggiare situazioni di violenza organizzata, pagando un prezzo altissimo in termini di esposizione personale, stress operativo e delegittimazione pubblica.
Il SULPL respinge con forza ogni tentativo di criminalizzazione dell’operato della Polizia e chiede alle istituzioni una presa di posizione chiara e netta: chi attacca lo Stato e i suoi rappresentanti deve essere perseguito con determinazione, senza ambiguità.
Difendere le forze dell’ordine significa difendere la legalità, la convivenza civile e la democrazia stessa. Il SULPL sarà sempre al fianco delle donne e degli uomini in divisa che, ogni giorno, garantiscono sicurezza e rispetto delle regole, anche a costo di mettere a rischio la propria incolumità.
La SEGRETERIA GENERALE SULPL