Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale e Locale
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Riceviamo e Pubblichiamo

questa rubrica viene pubblicato il materiale d’interesse per la Polizia Municipale, da chiunque spedito, purché non in forma
anonima, si declina agli autori ogni responsabilità inerente ai testi ed ai fatti riportati dagli articoli stessi.
Si potrà pubblicare l’opinione dei colleghi inviando e-mail all’indirizzo: assirelli@sulpl.it

    La sicurezza urbana che verrà / il dibattito.
    L’impostazione e la lettura politica del Ministro dell’Interno mi pare lucida e condivisibile. Anche per questo conto che sia pienamente obiettivo e conseguenziale nella considerazione di quella forza pubblica, di quella polizia che LOCALMENTE sarà primariamente investita del problema. Ribadisco in tre punti alcune considerazioni a riguardo:
    1) la sicurezza pubblica DEVE coniugarsi con la tutela delle libertà ed i diritti di ognuno di noi, di ognuno dei Cittadini, perché nel nostro sistema liberaldemocratico (che tale deve rimanere) la sicurezza è un diritto dei cittadini per vivere meglio e non è lo strumento del potere per preservare se stesso ed i suoi cortigiani. Fuori da polemiche sterili, ricordo che sicurezza pubblica -in una visione che sia equilibrata e non sia sociopatica- è la stessa cosa, anche se a “destra” si chiama ordine, al “centro” si chiama civile convivenza e a “sinistra” si chiama qualità della vita.
    2) i fenomeni di cosidetta “micro-criminalità” non sono tali se non solo in apparenza. E guai ad interpretarli o a mistificarli per tali. Quello che sembra un episodio “piccolo” ed a sé stante (la singola prostituta, il giovanetto che passa una dose ad un altro, il furtarello di un’auto o un borseggio), quello in cui con leggerezza si pensa si possa intervenire in maniera “locale” e con approccio “sociale” è in realtà ben altro. È la prostituta che esercita in simbiosi (al di là del suo grado di assoggettamento e di condivisione) con un mondo criminale che le assegna la zona, che le “chiede” favori, che lucra e prospera. È il consumatore che è soggiogato dai pusher ed è organico al mantenimento di quel mondo criminale oppure è direttamente il piccolo pusher che comunque non è un agricoltore diretto né un ingenuo appassionato che gioca al “piccolo chimico” per cui coltiva o produce da sé la “roba”, piuttosto è l’ultimo tassello di un ingranaggio che arriva da lontani campi colombiani o del sud-est asiatico o dal laboratorio nei bassi di una qualunque delle nostre città. È il ladruncolo che non si appropria di auto per una sua personale scuderia o vasta collezione ma per smerciarne in un giro che è tra i più redditizi delle organizzazioni criminali per rapporto rischio/benefici e per l’enorme indotto su cui non sempre riflettiamo (auto e pezzi di ricambio, documenti personali falsificati o falsi, così come false chiavi, targhe placchette di telaio, ecc.). C’è un continuum criminale che ha agli estremi sia il balordo od il debole che compie attività illegali, sia il potente latitante che vive più o meno nascosta la sua prigione dorata senza sbarre; dentro questo continuum c’è la ben nota terra di mezzo coi suoi intermediari, coi suoi lestofanti, coi sui colletti bianchi, coi suoi politici, con le sue mele marce tra poliziotti e magistrati. Altro che micro-criminali e micro-criminalità.
    Al di fuori di questo mondo c’è la bravata e la monelleria (il vetro rotto, il suonare i campanelli e scappare, ecc.) su cui non deve intervenire sistematicamente la polizia (né la “locale”, né la “statale”), il cui ruolo deve limitarsi ad essere indirettamente dissuasivo con la presenza ed il controllo del territorio (tutt’al più con un “terrorizzante” sguardo arcigno da poliziotto-papà, ammesso che funzioni), mentre il controllo dei monelli e degli esuberanti va gestito a livello familiare con eventualmente aiuto sociale, mai poliziesco. Anzi e con chiarezza evitiamo che “polizia” torni ad essere sinonimo di “politica”, di intervento su tutto, come era nell’ottocento e come era nello Stato di polizia prussiano e come a qualcuno piacerebbe tornare oggi). Ma non credo che il decreto sicurezza urbana -su cui si sono soffermati ministri e parlamento e tanti cittadini, primi e ultimi, con e senza uniforme-, riguardi i monelli. Così come non può e non deve essere la scusa per far pensare a Sindaci (istituzionalmente da rispettare, senza dimenticare che comunque non sono poliziotti col grado di “sceriffo” o magistrati, bensì sono esponenti politici, esponenti della loro comunità e degli equilibri locali, non sempre espressivi di buone pratiche e di legalità) che giocano senza alcuna competenza tecnica e cognitiva con cose delicate o che invece si inventano le ordinanze di divieto di mangiare in pubblico non per il decoro o per colpire chi sporca, bensì per favorire commercianti ed esercenti vari.
    3) Infine e tutt’altro che minore. Non prendiamoci in giro col passaggio dalla sicurezza pubblica a sicurezza urbana (”in qualsiasi modo si chiami la rosa fa sempre lo stesso profumo”), con il ruolo di viceregista assegnato al Sindaco. Sempre intervento di polizia è. la Polizia locale è pronta da tempo (anzi lo fa da tempo) per intervenire bene. Occorre smettere di giocare con visioni tronfie, surreali e mistificanti che vedono polizie di serie A e polizie di serie B (anzi quasi-polizie), che vogliono (ab)usare i professionisti della sicurezza a titolo di poliziotti nei doveri e di impiegati odinari nei diritti, nelle tutele, nella considerazione-integrazione nel sistema statale di polizia (risorse organizzative, strumentali, cognitive e relazionali) e, infine, nella (sotto)considerazione normativa, amministrativa e di regime lavoristico. Occorre prendere atto che la Polizia locale è forza pubblica, forza di polizia, che necessita un coerente trattamento giuridico, amministrativo e contrattuale. Ciò fermo restando il suo essere inserita nelle Autonomie locali. polizia locale ma non localistica, non “solo-comunale”. Ripartire da una polizia moderna, civile ben preparata che agisca in sede locale, intesa come parte della Repubblica. Quindi come forza di polizia locale, parte ben integrata nella complessiva polizia della Repubblica. Agire localmente, pensare globalmente, con qualità e qualifiche senza discontinuità temporali o territoriali (cui prodest ?) senza menomazioni e bruschi cambi di status superata una linea di mezzeria stradale o andando fuori comune in vacanza con la propria famiglia o da soli per ritorvarsi col simpaticone che si è arrestato nella qualità. Qualcuno si è mai chiesto perche i poliziotti della penitenziaria hanno (e devono mantenere!) la loro qualità di poliziotti anche “dopo”, fuori dalle mura ? Sarebbe assurdo il contrario per tutta una serie di motivi grandi e piccolo, anche nel loro caso che è quello oggettivamente di attiivtà di polizia più circoscritta che ci sia, sostanzialmente svolta nell’ambito della struttura fisica carceraria e con un grado di intervento esterno -teoricamente possibile e che ripeto deve rimanere!- quasi del tutto inesistente se comparato a quello delle forze di polizia. Statali e Locali

    Caro Mario. Sono scoraggiatissimo di come prosegue la situazione della PL tra riforma (?) del pubblico impiego e decreto sicurezza urbana bis.

    Occorre una reazione forte e partecipativa da affiancare al lavorio politico e diplomatico.
    Qualcosa che faccia presagire alla POLITICA nazionale e locale i problemi di avere una PL con poliziotti nei doveri e impiegati ordinari nei diritti, nelle tutele e nelle possibilità di accedere a risorse.

    Qualcosa che comunichi coi/ai colleghi tutti con forza ed efficacia il problema e le risposte.

    Su tale linea ipotizzo (a mo’ di esempio) due-tre iniziative:

    1) una lettera (via pec: economica ed avente effetto) dove si chiede (pretende) a comuni, inail ec altri che abbiano correlazione, circa la situazione attuale della PL per quanto attiene a tutele previdenziali, assistenziali ed assicurative e per quali compiti e modalità. Intimando ai Comandanti di tenerne conto ovvero di assumersi le responsabilità per usi diversi e non coperti (basta con comandanti ed ancupm che danno un colpo al cerchio ed uno alla botte)

    2) un preavviso lettera-tipo che informa della possibilità di un passaggio collettivo alla qualità di obiettore di coscienza, con conseguente perdita della qualità di agente di p.s. (la cosa va fatta con cautela ma decisione, con ampio coinvolgimentodi ogni collega della PL italiana e costringendo le altre sigle sindacali ed associazionistiche ad allinearsi, con iniziativa simile alle veccchie iniziative del sindacato che parlava con ogni collega e gli chiedeva di sottoscrivere determinate cose per farne un uso massiccio e sindacale di pressione)
    Anche qui come comunicazione via pec inviata ai comuni a titolo di comunicazione sindacale da consegnarsi ad ogni operatore con consegna formale, sottoscritta e comunicata al mittente

    3) una iniziativa anti-uso della uniforme che ci fa “equivocare per forza di polzia e forza òpubblica” ingenerando nel cittadino aspettative e confusione. Con iniziative volte a pretendere che intanto ci si cambi nei comandi, con luoghi idonei e con tempi da inserire nell’orario di lavoro; quindi al non uso dell’uniforme

    Il tutto come grande provocazione, ma non come bluff, facendo ben capire che si vuole insistere ed arrivare a quanto minacciatocui dedicare

    Se ci vogliono come ispettori sanitari delle asl facciamogli capire e toccare con mano cosa significa. Studiamo iniziative di legittimo boicottaggio delle funzioni di polzia stradale e facciamo muovere il culo ai carabinieri. facciamo solo la polizia amministrativa e il più possibile in ufficio, comunichiamo ai magistrati la difficoltà di operare servizi di p.g. nelle attuali condizioni di dotazione e normativa.

    Ti chiedo di trovare due minuti per rispondermi. Anche con un vaffanculo, se vuoi … è pur sempre una risposta.

    NO AL CAPORALATO DELLA PL, sotto Sindaci, sotto prefetti, a fare un lavoro di polzia in NERO.

    Riceviamo, pubblichiamo e commentiamo!
    Dai cugini del Diccap siamo venuti a conoscenza di questa grande bufala, l’ennesima ci vien da dire, da parte del Csa, che con grande arroganza si autoreferenzia, presentandosi come il sindacato della Polizia Locale (che il grande Garofalo, segretario generale Csa nell’articolo chiama “vigili urbani”…). Per smentirlo su questo punto basta dire che il Csa è un calderone di sindacati all’interno del quale i 2 della Polizia Locale sono minoritari rispetto agli altri 6! Garofalo si vanta inoltre di “aver promosso recentemente due scioperi nazionali”. Vero, ma in che modo? aggregando qualcuno della Polizia Locale che ha partecipato senza la Divisa, molti pensionati ed insegnanti? ma complimenti! e soprattutto con quale risultato? Una grande figuraccia! che ha solo danneggiato la Categoria. Scioperi strumentali per il proprio tornaconto. La Categoria non vuole proclami, ma azioni concrete… e queste ultime non può certo annoverarle il Csa, sindacato mai esistito per la Polizia Locale Italiana, ma solo per difendere i propri potentati locali. Questa è la verità! A noi del Sulpl è bastato un contatto per far ripristinare l’indennità di Ordine Pubblico, perchè noi contiamo!
    Fatta questa doverosa premessa, entriamo nel merito della questione: Martinelli non è un dirigente Diccap; Garofalo annuncia che il trasferimento delle tessere sarebbe già in atto e diventerebbe definitivo a giorni e precisa che lo stesso avverrà con un “traghettamento di tessere” e non con un’aggregazione di sindacati. E chi mai, ci chiediamo, vorrebbe aggregarsi a chi pensa a giocare così sporco, solo perchè sa che sta affondando e vorrebbe portarsi con se anche l’antagonista e cioè il Diccap che tra l’altro collabora con il Sulpl (che è l’unico Sindacato di Categoria che da 29 anni lotta per la stessa, anteponendo in ogni occasione gli interessi dei Lavoratori ai propri)? VERGOGNA!!!
    La verità è solo questa: IL CSA SI STA SPACCANDO, STA PERDENDO PEZZI E VERSA IN GROSSE DIFFICOLTA’; LE ISTITUZIONI COME DA CCNQ FIRMATI GLI HANNO CHIESTO LA RESTITUZIONE DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO PER I DISTACCHI SINDACALI E ORE DI PERMESSO SINDACALE UTILIZZATE IMPROPRIAMENTE. COME PONZIO PILATO I GRANDI CAPI DEL CSA SE NE SONO LAVATI LE MANI, PER CUI I LORO DIRIGENTI SONO IN GROSSE DIFFICOLTA’, ANCHE PERCHE’ I LORO DISTACCHI SONO STATI DRASTICAMENTE RIDOTTI… E PER LORO E’ UN PROBLEMA! NOI DEL SULPL INVECE, SICCOME FACCIAMO SINDACATO PERCHE’ CI CREDIAMO, UTILIZZIAMO ANCHE LE NOSTRE FERIE PER FARE ATTIVITA’! AVENDO PERSO LA LORO CONFEDERAZIONE SONO ALLO SBANDO…
    INOLTRE, DA QUANTO CI HANNO RIFERITO, I DIRIGENTI DEL DICCAP SONO APERTI A DIALOGARE CON GLI ISCRITTI DEL CSA GIA’ FUORIUSCITI E CON I LORO DIRIGENTI; COMPRENDIAMO DUNQUE IL MOMENTO CHE STANNO VIVENDO.
    IL SULPL CON I SUOI CUGINI DEL DICCAP RISPONDERANNO SEMPRE AD ACCUSE INFAMANTI E COLPI BASSI, SEMPLICEMENTE DICENDO LA VERITA’, SENZA OMETTERE NULLA!!! IL NOSTRO SINDACATO E’ UNA FORZA, POICHE’ SIAMO IL SINDACATO DELLE IDEE… NOI CREDIAMO IN TUTTO CIO’ CHE FACCIAMO, IN MODO ASSOLUTAMENTE DISINTERESSATO, E CI METTIAMO CUORE E PASSIONE! I NOSTRI NOCCHIERI, VISTO CHE ABBIAMO PARLATO DI TRAGHETTATORI… SANNO GUIDARE LA NAVE IN QUALSIASI CONDIZIONE, ANCHE NEI PERIODI DI AVVERSITA’. I TRAGHETTATORI DI TESSERE INVECE, PARE FACCIANO COME I TOPI QUANDO LA NAVE INIZIA AD IMBARCARE ACQUA… SONO I PRIMI A SCAPPARE!!!
    W IL SULPL… UNICO E SOLO SINDACATO DI CATEGORIA!!!
    ORA CI INCAMMINIAMO VERSO LA RIVA AD ASPETTARE CHE PASSI IL CSA!!!

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    E’ incredibile come un’immagine che ti passa d’avanti agli occhi possa avere una forza dirompente e in un attimo riesca ad affollare la tua mente di tanti ricor…di, emozioni, pensieri.
    Stasera ho visto il ritratto dell’ Uomo Senza Volto di Renè Magritte e immediatamente ho pensato che nessun’altra immagine potesse più di quella rendere l’idea di ciò che tutti noi appartenenti alla Polizia Locale Italiana siamo per lo Stato, per le nostre Istituzioni e perchè no, anche per alcuni nostri colleghi (che tali non si reputano) appartenenti alle Forze dell’Ordine e ad una parte di cittadini: per tutti loro noi siamo GLI UOMINI IN DIVISA SENZA VOLTO, SENZA IDENTITA’; NOI SIAMO GLI INVISIBILI.
    Se riflettiamo, per i pittori in generale, negare il volto equivale a negare l’identità, l’umanità del soggetto; lo Stato, non riconoscendoci gli stessi Diritti e le stesse Tutele dei nostri Colleghi appartenenti alle Forze dell’Ordine è come se volesse negare la nostra Dignità, il nostro essere Uomini e Donne in Divisa e suoi servitori; una madre arcigna che ci sfrutta all’occorrenza, ma poi nulla concede ai suoi figli di serie B. Eppure, scorrendo le immagini l’emozione è inevitabile, i VOLTI sono tanti e ognuno ha una storia: ci sono solo alcuni degli uomini e delle donne in Divisa che sono morti nell’adempimento del Dovere, ci sono i loro familiari che alcun riconoscimento hanno avuto dallo Stato… ma da noi del S.U.L.P.L. si! in più occasioni abbiamo onorato la Loro Memoria, abbiamo formalmente riconosciuto il Valore del Loro estremo Sacrificio (la Vita, che è quanto di più prezioso possa esserci), abbiamo pianto con i Loro Cari.
    Facendo passare le immagini vediamo Uomini e Donne in Divisa che ogni giorno, senza esitazione si adoperano, anche senza tutele e anche con pochissimi mezzi a disposizione, per contribuire a dare risposta positiva ai nostri cittadini che chiedono Sicurezza, a causa di una società ormai sempre più violenta, che i nostri Amministratori vogliono far credere idilliaca e bucolica e che invece non permette più ai suoi cittadini di fruire liberamente di spazi e libertà.
    Ci sono immagini di Uomini e Donne in Divisa che nonostante tutto, ancora ci credono e ancora vogliono lottare affinchè le cose, per la nostra Categoria, possano cambiare. Le cose DEVONO cambiare!
    Un abbraccio a tutti i nostri Colleghi, anche a coloro che non sono più qui con noi, ma che ci guardano da lassù… ed è anche per il loro Sacrificio che dobbiamo continuare a lottare e non dobbiamo arrenderci, mai! UNITI SI VINCE! (Miriam) 12508963_914245478682878_4620788611795151192_n

Con molto rammarico per l’ennesima volta sono qui ad aggiornarvi sull’evoluzione del lavoro finalizzato al miglioramento delle condizioni economiche della categoria deluso per il nuovo flop.

Ci ho provato fino all’ultimo minuto in ora tarda di notte a convincere i parlamentari impegnati in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati nelle discussioni sui subemendamenti per fare inserire anche la Polizia Locale tra i beneficiari del bonus di € 80 riservato agli agenti di PS impegnati sulle strade delle città italiane in un periodo altamente rischioso per i pericoli derivanti dalle minacce di attentati terroristici.
Nessuno dei parlamentari contattati è riuscito a fare inserire tra i poliziotti meritevoli di gratifica anche quelli Locali.
Certo non siamo Statali ma sulla strada ci siamo … eccome!
Tra i primi ad intervenire in ogni circostanza.
Quando il cittadino chiama la PL risponde con interventi rapidi.
Quando le altre Forze di Polizia Statali chiamano la PL corre a sostituirle.
Ma quello che nessuno vuole comprendere ancora è che il nostro sacrificio a tutela della Sicurezza dei Cittadini Italiani viene prestato senza alcun riconoscimento e tutela necessari in casi di infortuni gravi o gravissimi (letali).
Ci stiamo provando in tutti i modi incontrando come Sindacato di categoria (Sulpl) parlamentari di ogni schieramento politico e Comandanti promossi a Consiglieri del Presidente del Consiglio dei Ministri che finora ci hanno dato ragione (almeno questa soddisfazione) sulla bontà delle nostre istanze promettendo di esaminare a gennaio le proposte di legge già depositate ed incardinate alla Camera dei deputati e al Senato.
Quanto tempo passerà ancora prima di giungere finalmente al varo di una legge riformatrice della PL che ci metta in condizione di operare da poliziotti veri per garantire la sicurezza urbana integrata con le altre Forze di Polizia Statali presenti nelle Città.
Come è dura la vita di un poliziotto che si sente poliziotto ma viene trattato ancora da tutti come un impiegato che gioca a dare il poliziotto.
Il regalo che chiedo a Gesù Bambino quest’anno è di fare il poliziotto per davvero.
Buon Natale Colleghi !
Sappiate che siamo tra i più preparati professionalmente !
Senza addestramento ce la caviamo a fare anche i Poliziotti !
L’ Anno Nuovo ci regali un nuovo contratto pubblico ed il riconoscimento tanto atteso e meritato.
Ce lo siamo sudato !

di GAETANO DE VINCENZIIS

Legge Quadro integrata di Angelo Tartaglino

STORIE DI INVISIBILI PERDUTI NEL SONNO DELLA RAGIONE_2

INVITO CONVEGNO SICUREZZA URBANA MAGENTA

comunicato della segreteria generale

«ECCO CHI SONO VERAMENTE I VIGILI DI ROMA». LETTERA APERTA AL SINDACO MARINO

on fannulloni, non assenteisti, ma forze al servizio dello Stato che battono le strade affrontando pericoli, spesso senza idoneo equipaggiamento o preparazione, che finanziano con risorse proprie l’acquisto di materiali che il Ministero non passa e rischiano la propria salute su strade dichiarate dall’Asl non idonee al servizio per l’alata concentrazione di sostanze inquinanti. Questo il ritratto inedito che alcuni vigili della Capitale fanno di se stessi e dei propri colleghi in una lettera rivolta al sindaco Ignazio Marino e indirizzata a Fanpage.it. Un appello, non il primo e forse neanche l’ultimo, a guardare l’altra faccia di una categoria che nelle ultime settimane è stata oggetto di critiche durissime, per il clamoroso assenteismo di massa nella notte di capodanno 2014.

Signor Sindaco,

siamo Agenti e Funzionari di Polizia Locale della Sua città, i “Vigili Urbani” come la gente ci continua a chiamare, Le scriviamo per dare voce alla nostra amarezza e delusione, al senso di sconforto che rischia di prendere il sopravvento sul senso del dovere verso la divisa che indossiamo, verso questo lavoro in cui abbiamo creduto, in cui abbiamo investito tante energie e che abbiamo sempre svolto con spirito di servizio verso la nostra città e i cittadini. C’è una foto, all’inizio di questa lettera, che le fa da titolo, è un invito a salire a bordo di questa nave, che dicono alla deriva, per conoscere appieno la nostra realtà e governarla al meglio come si governa una nave nel pieno di una tempesta. In questi giorni molti colleghi sconosciuti, da tutte le città d’Italia, ci stanno manifestando la loro vicinanza, perchè chi conosce il nostro lavoro sa che la realtà è diversa da quella che qualcuno, per altri fini, sta cercando di dipingere. Per questo siamo qui a dirLe quello che siamo, da tanti anni, da molto prima dell’inizio del Suo mandato, e quello che Lei stesso potrebbe vedere se salisse a bordo con noi: le nostre giornate, le difficoltà, l’impegno che da sempre mettiamo per tenere a galla questa nave, nonostante le falle e le tempeste. La maggior parte di noi è impegnata, anche da lungo tempo, in Polizia Stradale dove i rischi che continuiamo a correre non sono quelli della corruzione, come si sta cercando di far credere, ma quelli che riguardano la nostra salute: abbiamo lavorato per anni su strade che, solo dopo lunghe battaglie, la ASL ha dichiarato non idonee al nostro servizio per l’alta concentrazione di sostanze inquinanti; abbiamo avuto colleghi investiti e infortunati con conseguenze gravi.

Nonostante questi ed altri rischi ai quali siamo sempre esposti, compreso il burnout che, come ben sa, caratterizza le professioni d’aiuto, la nostra categoria non è inserita tra quelle usuranti e nulla viene fatto nell’ambito della medicina preventiva: le ultime visite mediche, previste dalla legge, risalgono per noi a ben più di dieci anni fa! Tra i nostri compiti più difficili c’è il rilievo degli incidenti mortali: abbiamo iniziato questa delicata attività senza alcuna formazione nè tecnica, nè psicologica, ciò nonostante, con l’esperienza fatta sul campo e l’aiuto di qualche collega, che aveva competenze personali e pregresse, abbiamo fatto fare un salto di qualità al lavoro e solamente anni dopo il Comando ha attivato dei corsi di formazione. Oggi l’Infortunistica Stradale è un fiore all’occhiello del nostro come di tanti altri Gruppi. Malgrado l’esperienza e la preparazione niente ci mette abbastanza al riparo dal carico emotivo che ci portiamo a casa dopo questi eventi: il dolore dei familiari diventa il nostro e lo portiamo con noi, nelle nostre case, nelle nostre famiglie, anche quando capita, come quest’anno, la vigilia di Natale. Nelle nostre giornate più “banali”, invece, ci muoviamo sul territorio con autovetture che non vengono lavate per mesi, nemmeno dopo aver accompagnato persone in stato di fermo o per accertamenti, eppure il regolamento prevede che vengano sanificate. A volte lo abbiamo fatto a nostre spese all’autolavaggio, così come abbiamo raccolto soldi per sostituire le batterie, le pasticche dei freni di pattuglie e moto di servizio che erano ferme da mesi, o per comprare cavi e toner per il computer degli incidenti stradali. Eh sì! Perchè far collette per fronteggiare situazioni che altrimenti non avrebbero soluzioni è purtroppo un nostro difetto, negli anni si sono ripetute per comperare il materiale di cancelleria, i pasti per le persone in stato di fermo, sempre a nostro carico sono i prontuari ed i Codici per tenerci aggiornati, la partecipazione a convegni di formazione e aggiornamento per i quali usiamo anche le nostre ferie.


Per anni abbiamo comperato le scarpe della divisa per sostituire quelle in dotazione a cui si staccava il tacco, i pantaloni che dopo due lavaggi diventavano viola, i cappelli che alla prima pioggia diventavano frittelle, le camicie sempre insufficienti per il nostro lavoro su strada; c’è anche qualcuno di noi che usa le proprie ferie per partecipare alle gare sportive dei Campionati Italiani delle Polizie Locali dove rappresentiamo, a nostre spese, la città di Roma. Le nostre giornate più “banali” sono fatte di vicinanza ai cittadini e di problemi da risolvere. Spesso ci arrangiamo e riusciamo a superarli con quelli che chiamano “mezzi di fortuna”, perchè ci rendiamo conto che il cittadino o la situazione necessitano di una soluzione in tempi brevi, nonostante la Sala Radio ci comunichi che la ditta che deve intervenire parte da Frosinone, che il Pronto Intervento ha messo in nota la chiamata, che l’ufficio competente chiude alle 17.00, oppure che di sabato, di domenica o di notte non c’è il servizio. Nelle nostre giornate più “banali” ci siamo anche inventati del lavoro in più! Abbiamo messo a punto un progetto per l’Educazione Stradale nelle Scuole al quale, nello scorso anno, hanno partecipato più di 2400 bambini e ragazzi di 116 classi del nostro Municipio. L’interesse e l’entusiasmo dei ragazzi, l’apprezzamento degli insegnanti, ci hanno ripagato di tanta fatica, del lavoro fatto a casa ben oltre l’orario di servizio, dei soldi spesi (i nostri anche questa volta) per finanziare tutta l’iniziativa: dai premi per il concorso finale sulla Sicurezza Stradale, al materiale usato per gli interventi in classe. Per quelle giornate “banali”, quando arrivavamo a casa stremati avendo aggiunto al traffico, agli incidenti stradali, agli interventi di routine anche tre ore di lezione, nessun ringraziamento è mai arrivato dal Comando, dove non ci si rende conto che con queste attività si stringe il rapporto con i cittadini, si aumenta la sicurezza sulla strada facendo crescere nei giovani la consapevolezza dei rischi ed il senso di responsabilità.

In questo modo, lavorando anche sulla prevenzione, si può dare del nostro Corpo una immagine positiva. I cittadini, non ci crederà, ci ringraziano spesso perchè di fatto Polizia di prossimità noi lo siamo già da tempo. Il fango che ci viene gettato addosso in questi giorni rischia di rovinare, in modo forse insanabile, proprio quella “prossimità” costruita negli anni, nonchè la nostra immagine e la nostra credibilità. Insomma, tutto il lavoro fatto finora! Potremmo continuare a lungo, Signor Sindaco, perchè tante sono le cose positive che potrebbe conoscere di noi e per questo torniamo all’invito iniziale: Sindaco, salga a bordo! Sarebbe per Lei un onore, prima ancora che un onere, sarebbe il miglior modo per conoscere la realtà di una città e i problemi dei suoi cittadini, per valorizzare – come dice di voler fare – le risorse, le eccellenze e i punti di forza dei suoi dipendenti. Porti con sè collaboratori onesti e competenti, disposti a mettersi in gioco con lo stesso nostro spirito di servizio, per risolvere insieme a noi, e non contro di noi, i problemi di questa città. Su questo ci troverà sempre al Suo fianco e a Sua disposizione.

Queste azioni che non hanno la benchè minima giustificazione sotto nessun punto di vista. Se questi violenti avessero realmente qualcos di dire… lo potrebbero fare in maniera civile e non distruggendo emen che meno fronteggiandosi mascherati ed armati contro la Polizia di Stato. Si vergognino e, direi….”si vergognano certamente” visto che commettono queste azioni mascherati. *****Comunque lo Stato democratico non può perdere contro soggetti simili. La polizia li identificherà di certo. ****** Ma, mi chiedo: …..a fronte di un così folto numero di manifestanti; dove di certo si poteva avere sentore di cosa potesse accadere visto l’oggetto ( ed obiettivo ) della manifestazione ….la “cosa” era stata valutata appropriatamente dai responsabili dell’Ordine Pubblico… oppure l’hanno sottovalutata???? Possibile schierare così pochi uomini ( da quel che si vede dalle immagini naturalmente), in una città capoluogo di Provincia dove di Agent di Polizia di certo ce ne devono essere ben di più di quelli che abbiamo visto… ed esporli a rischi per la propria incolumità che si potevano “evitare…???”. E i cittadini che hanno dovuto subire queste violenze, quali negozianti, residenti, semplici passanti…..che idea si possono fare dell’efficienza di chì era preposto alla Pubblica Sicurezza…????… Poi, mi fermo qui… concludo….”siamo nell’era della globalizzazione, della caduta delle frontiere che ormai sono solo virtuali”…. “era in cui la cultura si è elevata….almeno nei paesi civili”……tutto si può contestare. Ma in termini dialettici e confronto anche aspro… ma democraticamente e senza ricorrere alla violenza e alla prevaricazione. Saluti Paolo P.

diritto di replica su Polizia Municipale Napoli (1)

Da sette diventano cinque. La Forestale esce dal ministero dell’Agricoltura e diventa dipartimento di polizia ambientale della Polizia di Stato. La polizia provinciale – istituita nel 1986 – trasloca nella polizia municipale restando nell’ambito delle polizie locali (con i vigili urbani). La riorganizzazione potrebbe riguardare anche la Polizia Penitenziaria (che dipende dal ministero della Giustizia) destinata a diventare un altro dipartimento della Ps. Ma in questo caso manca ancora l’accordo. Il dado è tratto. E nessuno ha più strumenti nè argomenti per opporsi a uno stato delle cose sinceramente ridondante: nessun paese evoluto, infatti, mantiene sette diverse forze di polizia che insistono su quattro diversi ministeri ma quasi sempre doppiano funzioni e competenze.

Uno spreco enorme di risorse, soprattutto alla voce logistica, cioè sedi, direttivi degli organici e relativi stipendi, strumenti, auto e divise a cui il governo dice basta. E se la sicurezza è un bene primario garantito della Costituzione per cui quello che ci va, ci vuole, l’ex Commissario Carlo Cottarelli ha intravisto in questa voce di spesa tagli per 800 milioni nel 2015 e per 1,7 miliardi nel 2016. E il suo predecessore Carlo Giarda aveva intravisto sprechi per 1,7 miliardi che però non fece in tempo ad attuare.

Viminale e Funzione Pubblica non azzardano cifre su quanti soldi saranno risparmiati passando da sette a cinque forze di polizia. Si parla, in concreto, di poche decine di milioni. Certamente viene da qua una parte, seppur minima, dei 13 miliardi di tagli alla spesa pubblica che saranno illustrati domani dal premier quando presenterà la legge di Stabilità. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, due settimane fa, ha concluso al Viminale la riunione sui tagli alla vecchia maniera: via il 3 per cento secco e lineare da un bilancio, quello sulla sicurezza, di circa 20 miliardi. Sono circa 600 milioni.

Il veicolo dell’accorpamento delle forze di sicurezza è la delega del disegno di legge di riforma della Pubblica amministrazione. L’articolo 7, comma 1, parla chiaro: “Assorbimento delle funzioni di polizia del Corpo Forestale dello Stato in quelle delle altre forze di polizia e delle amministrazioni locali, ferma restando la garanzia degli attuali livelli di presidio dell’ambiente e del territorio e la salvaguardia delle professionalità esistenti”. Il provvedimento riguarda circa novemila agenti “le cui maestranze saranno salvate e riallocate in uno specifico Dipartimento Ambiente della polizia di Stato” spiega una fonte della Funzione Pubblica. “Il risparmio si avrà sulla logistica, sedi, mezzi, stipendi degli incarichi apicali”. Via subito, ad esempio, i 320 mila euro di stipendio annuale del comandante generale che si accompagna con un nutrito staff. Cura dimagrante anche per i venti comandi regionali.

Sembrano escluse al momento le regioni a statuto speciale, Sicilia, Friuli, le province di Trento e Bolzano e Valle d’Aosta. Che per l’appunto sono anche quelle con il maggior numeri di dipendenti. Al centro di numerosi scandali sono stati e sono i 28 mila forestali della Regione Sicilia (di cui solo 830 a tempo indeterminato, gli altri con contratto a termine e poi sulle spalle dell’Inps). I 10 mila della Calabria per 6.500 kmq di boschi, due volte e mezzo i ranger canadesi che in fatto di boschi hanno qualche incombenza in più rispetto ai colleghi calabresi. “In questo caso – spiega la stessa fonte – contiamo di agire con un emendamento che consenta alla regioni a statuto speciale di muoversi nella stessa direzione”. Non solo riaccorpare ma anche diminuire i contratti degli operai della forestale. I costi della Forestale oggi si aggirano intorno ai 480 milioni di euro.

Sempre un emendamento alla delega sulla Pubblica amministrazione porterà la polizia provinciale nell’ambito delle polizie locali: vigili urbani e polizia provinciale fratelli nella stessa famiglia. Ancora una volta non si tratta di un gran risparmio ma soprattutto di una riorganizzazione che consentirà di disporre meglio delle risorse sia di mezzi che di uomini sul territorio.

Fin qui le cose da fare subito, tra legge di Stabilità e delega sulla Pubblica amministrazione. Tra il 2015 e il 2016 toccherà mettere mano ad ulteriori tagli per un miliardo e 700 milioni. E’ un’ipotesi già operativa quella che immagina l’accorpamento, sempre nella Polizia di Stato, della polizia penitenziaria, 38 mila agenti attualmente sotto il ministro della Giustizia e alla cui guida (Dap) è sempre stato designato un magistrato. I sindacati si trincerano dietro una direttiva europea per cui chi fa indagini non può essere confuso con chi gestisce il sistema carcerario. “La direttiva può essere rispettata prevedendo la separazione netta di queste funzioni” spiega la fonte della Pubblica amministrazione. E’ invece solo un’ipotesi quella che prevede l’assorbimento da parte del Comando generale dell’Arma di circa 60 mila uomini della Guardia di finanza. Operazione delicata. Quasi impossibile. E che pure porterebbe ad un risparmio di circa due miliardi.

Caro Mario, è da un po’ di tempo che pensavo di scrivere quello che segue, chiedendoti se valga la pena di pubblicarlo sul ns. sito perché anche altri Colleghi possano riflettere e far pervenire le loro considerazioni a chi di dovere (ai loro Amministratori, ai Politici ecc.):

- RENZI – Presidente del Consiglio-Capo del Governo si sta consumando il fegato per eliminare l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori asserendo che ciò è dovuto anche per l’uguaglianza che ci deve essere tra i dipendenti  (siano essi delle piccole che delle grandi aziende).

Sta proponendo accorpamenti di alcune Forze di Polizia dello Stato per contenere la spesa pubblica;

Non mi dilungo perché diventerei tedioso e forse anche molto arrabbiato e schifato del sistema e della classe politica  - TUTTA.

E’ mai possibile che lo stesso Capo del Governo, la classe politica tutta e l’intera Categoria della Polizia Locale, non si accorga della vergognosa differenziazione perpetrata nei ns. confronti con l’eliminazione della “causa di servizio” e del mancato riconoscimento di analoghe prerogative invece previste alle Forze di Polizia dello Stato per “incidenti” che gli dovessero accadere durante lo svolgimento del proprio servizio istituzionale?

Ad alcuni miei Concittadini ho fatto questo banale e semplice esempio: Se io (Agente di Polizia Locale), dovessi trovarmi a fare un servizio congiunto con un Carabiniere per un determinato servizio, ed il soggetto che stiamo “controllando”, con un bastone o con un altro oggetto, con la stessa  azione ci spacca il naso o i denti ad entrambi, il Carabiniere ha un “riconoscimento” previsto dalla legislazione, al sottoscritto rimarrebbe il danno e l’amarezza di appartenere ad uno Stato che si chiama Italia, in quanto vede che la Legge non è uguale per tutti.

Con questo semplice esempio credo si possa pretendere che l’uguaglianza venga fatta valere in ogni cosa; come pure per gli anni di servizio/lavoro da maturare per poter beneficiare della pensione, del compenso massimo spettante ad un pubblico dipendente quale stipendio per il lavoro/servizio svolto,come pure per la pensione. E’ una vergogna che Magistrati, Politici ecc. asseriscano che ciò non è modificabile in quanto trattasi di diritti acquisiti; anche il lavoratore “normale” aveva acquisito il diritto di andare in pensione dopo 40 anni di contributi, ma hanno cambiato le regole!

Continuano ad arrivare immigrati e gli danno vitto, alloggio, ricariche telefoniche e qualche euro da spendere e non trovano per Noi Cittadini Italiani le risorse o le possibilità per affrontare e superare questo grave periodo di crisi economica?!

Questo è lo Stato ed il Sistema a cui ho giurato fedeltà ecc. ecc. oltre 31 anni fa?
Achille Da Pra – segretario provinciale di Belluno del SULPL

Lozzo di Cadore 08.10.2014

    MILANO – SULPM MILANO30 settembre 21.41.39
    La UIL da subito abbandonava il tavolo in segno di protesta per il “trattamento” subito da una loro delegata giovedì scorso presso il salone dell’anagrafe di via Larga da parte di un “vigile urbano” che avrebbe avuto l’ardire, su richiesta di un Direttore Centrale, di chiedere le generalità alla rappresentante sindacale ivi presente, minacciandola, in caso di rifiuto, di ammanettarla e di accompagnarla, anche con la forza, presso l’ufficio di appartenenza. Il SULPL, nella circostanza ribadiva all’Assessore al Personale del Comune di Milano la necessità di fare immediata chiarezza su quanto denunciato, poiché non avrebbe consentito a nessuno di mettere in discussione la professionalità dell’agente intervenuto né tantomeno avrebbe permesso di adombrare il sospetto che il personale della Polizia Locale di Milano utilizzi sistematicamente metodi ed atteggiamenti da “sgherri” al servizio del potente di turno, significando che l’intervento dell’agente era un atto dovuto, che sicuramente non era stato svolto così come rappresentato, e che anche i delegati sindacali hanno l’obbligo di rispettare le leggi dello Stato.

    L’Amministrazione Comunale distribuiva del materiale nel quale si evidenziava che, per l’anno in corso, oltre all’assunzione dei 14 agenti già previsti, si sarebbe proceduto all’assunzione di due ufficiali in cat. D, mentre per l’anno prossimo, si prospettava l’assunzione di più di 40 agenti e di circa 12 ufficiali. In questa fase, nella sede della trattativa, si presentavano alcuni lavoratori del Comune di Milano, aventi la qualifica di esecutori dei servizi ausiliari, i quali lamentavano le procedure coatte che disponevano la loro mobilità. Conseguentemente, vista l’intransigenza della parte datoriale di recepire le istanze di questi lavoratori, tutte le OO.SS dichiaravano conclusa la trattativa in corso. Si iniziava un dibattito tra tutti i sindacalisti presenti, al termine del quale si prospettava la possibilità di indire un’assemblea generale di tutto il personale del Comune di Milano al fine di prospettare lo stato di disagio in cui versano i lavoratori.

    Il SULPL, pur manifestando la propria solidarietà nei confronti dei suddetti lavoratori, si dichiarava INDISPONIBILE alla mobilitazione della categoria poiché allo stato attuale l’accordo del 2002 non ha subito alcuna modifica peggiorativa né sotto l’aspetto economico, né sotto l’aspetto organizzativo e che, conseguentemente, non avrebbe fornito il pretesto all’Amministrazione Comunale di disdire unilateralmente il precitato accordo, atteso che non avrebbe, come nel passato, permesso di utilizzare la Polizia Locale come testa d’ariete per le rivendicazioni di altri lavoratori.

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    Miriam PalumboGRAZIE MARIO DA PARTE DI TUTTA LA BASE DEL S.U.L.P.L. PER LO SPIRITO DI INCORAGGIAMENTO CHE SEI RIUSCITO AD INFONDERE IN OGNUNO DI NOI; GRAZIE PER LO SPIRITO DI APPARTENENZA CHE HAI SAPUTO FAR EMERGERE. QUELLA DEL “RICORDO” E’ STATA DAVVERO UNA GIORNATA RIUSCITISSIMA! CHI NON HA MEMORIA NON PUO’ AVER FUTURO…

    ASCOLTATE LE PAROLE ACCORATE DEL NOSTRO SEGRETARIO GENERALE S.U.L.P.L. MARIO ASSIRELLI:
    “…SIAMO I FIGLI MINORI DI UNO STATO ITALIANO CHE NON CI VUOLE RICONOSCERE…UNA MADRE ALLO STATO ARCIGNA…MA NOI CONTINUIAMO NEL NOSTRO PERCORSO…SE LO STATO NON CI AMA NON CI INTERESSA, DEVONO AMARCI I CITTADINI… L’IMPORTANTE E’ CHE CONTINUIAMO A CREDERCI; L’IMPORTANTE E’ CHE CONTINUIAMO A LOTTARE PER QUESTA NOSTRA PATRIA, A TESTA ALTA E CON ONORE!…”

Michele ha scritto: “Una bella giornata colma di spirito di corpo, preghiere per i nostri caduti e …speranze non ancora perse…!!! Mentre a Barletta depositavano una corona ai nostri caduti VIGILI ..i Carabinieri !!! ….tra politici blasonati di seconda o terza mano che manco ci conoscono e pochi uomini in divisa del posto … che forse non si rendevano conto di cosa sono e di quello che stavano facendo. Ovviamente nella remota ipotesi della loro libera coscenza …allora è ancora peggio !!! CHE VERGOGNA”

Egregio Dott. Corrado
Passera

Egregia Segreteria di Italia Unica

vi scriviamo per avere alcune spiegazioni sul vostro programma; mandiamo per
conoscenza questa nostra lettera a tutte le segreterie sindacali e le
associazioni della Polizia Locale Italiana.
Da come avrete intuito vorremmo delle informazioni sul seguente periodo della
parte del Vostro programma inerente la sicurezza:

“Si devono aumentare le risorse destinate alla sicurezza, spostando personale
da amministrazioni che ne hanno in eccesso e, soprattutto, riducendo/eliminando
la proliferazione di polizie locali o settoriali del più vario genere e
concentrando risorse e responsabilità di contrasto al crimine su Polizia di
Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza per il suo comparto di interesse,
coordinandoli e dotandoli di strumenti comuni.”

Da quanto scritto sopra e in special modo dalla parola “soprattutto”,  si
intende che il problema delle sicurezza in Italia per Voi sia l’esistenza delle
Polizie Locali, che sottrarrebbero risorse alle cinque, ripetiamo cinque,
polizie statali che abbiamo in Italia?
Se fosse così, magari abbiamo capito male, ci permettiamo di porvi dieci
domande alle quali, se siete onesti intellettualmente e veramente volete il
bene dell’Italia, presterete la massima attenzione e una volta che vi sarete
dati le risposte, magari cambierete idea.

Sarebbe un buon inizio per un nuovo soggetto politico capire che su un
argomento sta clamorosamente sbagliando e con umiltà correggere il tiro.
Perseverare in gravi errori è invece tipico della vecchia politica italiana…

Vi chiediamo:

1. Perché l’Europa ha emesso una direttiva che vincola gli Stati membri ad
avere un’unica polizia nazionale ad ordinamento civile e le polizie locali?
2. Perché in Italia, anomalia unica nel mondo, abbiamo cinque polizie statali,
di cui due ad ordinamento militare, mentre gli altri stati europei si sono
adeguati, o lo stanno facendo, alla direttiva sopracitata?
3. Che senso ha dal punto di vista logico, gestionale e pratico avere una
Polizia di Stato ed un’Arma dei Carabinieri che coesistono avendo le stesse
identiche funzioni, ma con due apparati completamente distinti, con i costi e
gli sprechi enormi che ne derivano?
4. Perché Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato e Polizia
Penitenziaria, pur avendo specifiche funzioni, utilizzano parte del loro
personale per sovrapporsi a Polizia di Stato e Carabinieri?
5. Perché se in Italia l’evasione fiscale è una piaga sociale così forte solo
la Guardia di Finanza è autorizzata a perseguire l’evasione fiscale ed è un
corpo ad ordinamento militare?
6. Sapete quanto si è sprecato negli ultimi 20 anni, in termini di centinaia
di miliardi, per avere le nostre cinque polizie statali, praticamente una
polizia per ogni ministero, ognuna con i suoi mega dirigenti, elicotteri, navi,
reparti speciali, auto blu, ecc…? Sapete quanto si spreca ancora oggi?
7. Perché in quasi tutti gli stati europei economicamente e socialmente più
sviluppati e molto più sicuri dell’Italia, fra cui la Svizzera, la Germania, il
Regno Unito e i Paesi Scandinavi, si è scelto di sviluppare di più le polizie
locali e di utilizzare le polizie di stato solo per contrastare alcuni speciali
reati come il terrorismo, il crimine organizzato e gli omicidi?
8. Sapete quanto costano alla collettività le Polizia Locali in Italia?
9. Avete un’idea dell’attività operativa delle Polizie Locali in Italia?
10. Sapete che alcuni Corpi di Polizia Municipale italiani sono considerati a
livello internazionale degli esempi di efficienza, come ad esempio le Polizie
Municipali di Milano, Torino e Venezia , solo per citarne alcuni?

Speriamo che vi documenterete e vi darete le risposte a queste domande con
imparzialità e speriamo vogliate condividere le vostre risposte anche con noi,
nel frattempo ci permettiamo di condividere le nostre riflessioni con voi,
magari dal confronto nascerà qualcosa di buono per tutti.

L’Europa impone un solo corpo di polizia nazionale per chiarissimi motivi di
efficienza ed efficacia e lo impone ad ordinamento civile. La direttiva europea
lascia invece ampio margine di discrezionalità sulle polizie locali e questo
perché l’Europa, al contrario di Voi, non vede le polizie locali come uno
spreco ma come un mezzo per rendere più efficiente la sicurezza.

Perché quando l’Europa ci chiede di tagliare le pensioni e lo stato sociale
dobbiamo obbedire e quando invece ci chiede di riformare il comparto sicurezza
la ignoriamo?!
Ci stiamo mettendo decenni solo per fare il numero unico europeo “112” perché
la sua realizzazione va a toccare i vari “orticelli” …

É il malcostume italiano che ha fatto sì che quasi ogni ministero abbia la sua
polizia con i sui relativi bacini di appalti, concorsi ed assunzioni e con la
gestione di un piccolo grande potere privato per ogni ministro, pagato
profumatamente dagli italiani.

Parliamoci chiaro in Italia si è scelto di avere l’abnorme numero di polizie
statali esistenti e di affossare le polizie locali per consentire ai politici
di fare i loro comodi e i cittadini hanno pagato e pagano in termini di tasse e
scarsa sicurezza mentre gli operatori di polizia, sia statali che locali,
lavorano sottopagati e mal organizzati.

Se si unificassero le varie polizie statali in un’unica efficiente polizia
nazionale (Gli stessi operatori stanno raccogliendo le firme in tal senso) e si
riorganizzassero le polizie locali, con riforme simili a quelle fatte nel resto
d’Europa, si potrebbe avere un terzo di poliziotti in meno, aumentando
esponenzialmente la sicurezza e riducendo esponenzialmente i costi.

In Europa un poliziotto, nazionale o locale che sia, percepisce uno stipendio
medio di 3000 Euro al mese, mentre in Italia è in media di 1400 Euro per le
polizie locali e 1800 Euro per quelle statali. Con l’ efficientamento dato da
una vera riforma delle polizie, gli stipendi dei poliziotti potrebbero
tranquillamente essere adeguati alla media europea e le condizioni di lavoro
migliorerebbero molto.
Se si continuerà invece a mantenere le cinque polizie nazionali, anche se
domani abolissimo tutte le polizie locali d’Italia il risparmio sarebbe nullo e
la sicurezza continuerebbe ad essere inadeguata.

Certo le Polizie Locali sono in un limbo normativo, la loro riforma è bloccata
in parlamento da 20 anni. È anche vero che ci sono inefficienze e sprechi anche
nelle Polizie Locali, ma stiamo parlando di briciole, di una goccia nel mare,
se paragonati ai costi delle cinque polizie statali.

Tutta la Polizia Locale Italiana rappresenta solo il 15% del totale degli
operatori di polizia in Italia e gli operatori prendono il 30% in meno di
stipendio rispetto ai colleghi delle polizie statali. Le Polizie Locali non
hanno flotte di navi, elicotteri, aerei, auto blu ecc… (Solo il capo della
Polizia di Stato percepiva fino a qualche mese fa 600.000 Euro all’anno di
stipendio) In più, come succede per tutte le polizie del mondo, le polizie
locali vengono in buona parte finanziate dai proventi delle sanzioni
amministrative che comminano.
Dal 2008 sono state bloccate le assunzioni per gli enti locali senza prevedere
alcuna eccezione per le Polizie Locali, al contrario di quelle statali; dall’
abolizione delle provincie spariranno le Polizie Provinciali e molti comuni
stanno accorpando i propri servizi di polizia municipale per aumentare l’
efficienza…

QUINDI, ALTRO CHE PROLIFERAZIONE!!!!!!!!!!!!!!!!

In Italia la Polizia Municipale rappresenta solo 15% del totale ma fa da sola
una grossa fetta del lavoro di polizia:
Il 60% dei sinistri stradali è rilevato dalle polizie locali, l’80% delle
sanzioni al codice della strada sono elevate dalle polizie locali, il 60% delle
sanzioni amministrative commerciali, edilizie ecc.. sono elevate dalle Polizie
Locali.
Se vogliamo guardare la lotta alla microcriminalità, alle violenze sulle donne
e sui minori, alla contraffazione dei marchi e ai reati ambientali, Vi invito a
verificare gli arresti e le indagini svolte dalle Polizie Municipali e
Provinciali in Italia e a paragonarle, in proporzione, con quelle delle Forze
di Polizia dello Stato, avrete delle belle sorprese, partite da Milano e
Torino.

Concludiamo sperando che vogliate, dopo aver fatto le Vostre riflessioni e
verifiche, modificare il Vostro programma, comprendendo che gli sprechi
miliardari sono da ricercare altrove e che lo sviluppo delle polizie locali in
Italia a livello europeo porterebbe solo risparmi e qualità della sicurezza.

Distinti saluti.

L’Assistente di Polizia Locale Iofrida Domenico

L’Agente Scelto di Polizia Locale Marconetti Attilio

Fierissimi di esserlo!

Blocco stipendi statali anche nel 2015

di Massimo Fagnoni

Non sono esperto di economia, non sono nemmeno uno che legge i quotidiani, e non credo di essere un tipo venale, però mi capita di intercettare i telegiornali dove spesso passa Renzi, ho anche votato Pd alle europee credo, non certo per fede, solo per disperazione.

Sono un dipendente pubblico e indosso una divisa, ma attenzione non sono nemmeno un poliziotto, anche se faccio il lavoro dei poliziotti e rischio come loro tutti i santi giorni, perché sono un poliziotto locale, per lo Stato né carne né pesce, dipendente comunale quando chiedo più tutele, agente di polizia quando devo risolvere un problema dall’incidente stradale, alla manifestazione politica.

Il mio stipendio è fermo dal 2009, la legge di riforma che ci permetterebbe di avere qualche tutela in più dal 1986.

Adesso mi dicono che anche per il 2015 non ci saranno aumenti e attenzione non si parla solo di aumento dello stipendio, ma anche di mancati scatti di anzianità fermi anch’essi dal 2009, e ritardi nell’erogazione di straordinari.

I colleghi della polizia di Stato non ci stanno e minacciano lo sciopero e questa è la risposta del governo copiata e incollata dal sito dell’ ANSA:

Da Newport, dove partecipa al vertice Nato, non si fa attendere la replica del presidente del Consiglio, che si è mantenuto in continuo contatto telefonico con il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

“Riceverò personalmente gli uomini in divisa – assicura Renzi – ma non accetto ricatti”. Per il premier, è ingiusto in un momento di crisi fare sciopero per un mancato aumento quando ci sono milioni di disoccupati. E da Palazzo Chigi fanno notare che il blocco degli stipendi degli statali era già previsto nel Def, non c’è niente di nuovo. Il governo, spiegano, è disposto volentieri ad aprire un tavolo di discussione con le forze di sicurezza, che sono fondamentali per la vita del Paese. “Ma siamo l’unico Paese – osservano nel palazzo del Governo – che ha cinque forze di polizia. Se vogliono discutere siamo pronti a farlo su tutto. Non tocchiamo lo stipendio né il posto di lavoro di nessuno, ma è ingiusto scioperare in un momento di crisi per un mancato aumento”.

Le due frasi in rosso mi hanno colpito, siamo l’unico paese con 5 forze di polizia.

Esatto ma di chi è la responsabilità? Dei poliziotti, dei carabinieri, che ogni giorno sono per strada rischiando come noi agenti della Polizia Locale la pelle? O di chi avrebbe la responsabilità di cambiare le leggi di rinnovare, di riformare?

Seconda frase. Il premier non accetta ricatti, ma di quali ricatti sta parlando?

Chi indossa una divisa chi riveste un ruolo di agente o ufficiale di polizia giudiziaria, chi si prende la responsabilità di limitare la libertà altrui per tutelare la collettività, chi rischia per 1400 euro al mese la vita, chi è sempre in prima linea per le strade, non può essere costretto  a fare la fame. Io ricordo a Renzi che siamo noi, tutti noi, quei che indossano le divise, chiamati a difendere i luoghi sacri delle istituzioni dai disoccupati, dagli indignati, dai diseredati e spesso lo facciamo pur comprendendo la disperazione di chi non ha nulla.

Ma se lo Stato non riconosce economicamente ai tutori dell’ordine uno stipendio adeguato al loro sacrificio come può pretendere lo stesso livello di efficienza?

Il nostro è sì un mestiere vocazionale, ma se non arrivi alla fine del mese perdi la fede, l’ho già scritto.

Basta guardare in certi paesi dove la polizia è pagata poco e spesso vive di mazzette e corruzione.

Ciò non avviene in Italia, o almeno non in maniera importante.

Alle forze dell’ordine andrebbe riconosciuta l’importanza che da sempre è riconosciuta alla magistratura pagata profumatamente per il suo ruolo istituzionale.

Svilire le divise è un suicidio istituzionale.

Parlare di troppe divise nel paese e ignorare la nostra richiesta di riforma è davvero una  dimostrazione di ignavia imperdonabile.

Il senso del dovere … nonostante quello che afferma una parte dello Stato; la parte più indegna ed arruffona, quella più volgare e che in politica esercita solo pubbliche vanità e privati interessi; la parte che invita (gli altri) ad accettare i sacrifici (finalizzati a mantenere i loro inaccettabili eccessivi privilegi). Se la tanto vantata produttività e premialità per chi produce si dovesse applicare alla politica credo che la grandissima parte dovrebbero restituire denaro. Adesso ovviamente gli toglieranno i soldi per i giorni in cui non andrà in servizio. Rimane il fatto che il collega ha agito bene, secondo legge e giustizia, per quello che vogliono i cittadini e le regole istituzionali e del dovere. Certo qualcuno argomenterà che ci sono stralci di sentenze e combinati disposti di norme. Certo ci sono simili stra(l-c)ci, assieme ad altri dettami i che sono in linea con ciò che deve fare una polizia ed i suoi poliziotti, ancorchè locali. Facciamo vincere gli Azzeccagarbugli o la Ragione, la voglia di risparmiare sulle spalle e sulla pelle di chi DEVE erogare sicurezza o il buon senso ? Uniti si vince l’unità di polizia. UNITI nella chiarezza degli intenti tra chi condivide per una sola UNITA moderna polizia civile che coniughi specialità e territorialità, che funzioni per la legalità e per i cittadini e non sia ritagliata ad uso e consumo di ministeri ed enti locali.

Miriam ha scritto: “Ricevere i complimenti dalla struttura è davvero un onore, è ciò che mi gratifica di più, perchè so che sono fatti con il cuore e con sincerità. Vorrei aggiungere Mario Assirelli che nel nostro lavoro, ingredienti fondamentali sono la preparazione, la sana curiosità e la passione, ma importante per la riuscita di un intervento del genere è anche il gioco di squadra, la collaborazione dei colleghi e quindi ringraziamo anche Manuel Martini, Andrea, Giuseppe, Gian Piero e Giusy Scarabelli. UNITI SI VINCE!!!”

31 DIRIGENTI REGIONALI ASSUNTI ILLEGITTIMAMENTE.

Lo scorso 7 giugno 2014, il Movimento 5 Stelle Lombardia ha depositato presso la Procura della Repubblica di Milano una querela contro ignoti per denunciare il caso dei 31 dirigenti assunti dalla Regione Lombardia nel 2006 in base a un concorso pubblico poi dichiarato illegittimo da parte del TAR Lombardia (sentenze n. 53/2008 e n. 14495/2010), del Consiglio di Stato in sede di appello (n. 2077/2009) e, infine, dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (n. 14495/2010).

Nonostante le 4 sentenze abbiano dichiarato l’illegittimità dell’assunzione fatta in base al bando annullato, quei 31 dirigenti fantasma continuano comunque a lavorare per la Regione, percependo un regolare stipendio. Il Movimento 5 Stelle Lombardia aveva già chiesto al Presidente della regione Roberto Maroni, sin dal suo insediamento in Regione, di dare “piena e trasparente” attuazione a quanto disposto dai giudici amministrativi e cioè concludere il rapporto lavorativo con i 31 dirigenti e, se necessario, pubblicare un nuovo bando.

La querela contro ignoti depositata agli inizi di giugno e firmata dai portavoce regionali Eugenio Casalino, Silvana Carcano, dal portavoce comunale Mattia Calise e dall’Associazione 5 Stelle per la legalità, chiede che la Magistratura proceda “nei confronti di ogni e qualunque soggetto che verrà ritenuto responsabile” per non aver ottemperato alle decisioni dei giudici amministrativi e ipotizza i reati di rifiuto di atti d’ufficio e omissione d’atti d’ufficio sulla base di altre vicende simili così decise dai Tribunali.

“La denuncia querela – spiegano i depositari – è un atto dovuto: l’inerzia e il silenzio di una amministrazione pubblica rispetto alle sollecitazioni dei tribunali amministrativi non è tollerabile quando si tratta di regole certe. Per anni 31 persone hanno percepito stipendi senza averne alcun diritto. Chiediamo alla Magistratura che accerti i responsabili di un caso che imbarazza l’istituzione, che si protrae da anni e che, a nostro parere, ha danneggiato la regione”.

La querela rappresenta solo l’ultima di una lunga serie di iniziative politiche e legali che il Movimento 5 Stelle ha intrapreso per richiedere il ripristino della legalità facendo anche seguito ad un esposto depositato nel 2012 presso la Corte dei Conti perché fosse valutato l’eventuale danno erariale derivante dall’assunzione dei dirigenti e quantificabile, con una stima al ribasso, in circa 13 milioni di euro. Il Movimento resta fiducioso in attesa delle valutazioni della Corte.

newslwtter del 06/27/2014 – La settimana del Movimento 5 Stelle Lombardia – 20-27 giugno 2014

PENSIERO PERSONALE PROBABILMENTE DETTATO DAL MOMENTO PARTICOLARE IN CUI VERSA LA NOSTRA NAZIONE.

La politica e la nostra Costituzione – dove ci porta e cos’à comportato in Italia.

Rileviamo un elevato astensionismo nell’espressione del massimo potere che ha il cittadino, la crescita del voto di protesta, la più puerile sofferenza quotidiana, mostra quanto ormai sia diffusa tra il popolo/elettore la convinzione che in sostanza Destra e Sinistra si equivalgano, siano, purtroppo, la stessa cosa.

Ovviamente questa opinione può addure molte obiezioni, essa, però, coglie un dato reale e cioè che nel Paese esistono ruoli, gruppi sociali e interessi assolutamente decisivi, i quali però da tempo, pur di conservare un accesso privilegiato alla decisione politica, e così mantenere e accrescere il proprio rango e il proprio potere, si muovono usando indifferentemente la Destra e la Sinistra, al di là di qualunque loro ipotetica contrapposizione.

Istituzioni, ruoli, gruppi sociali e interessi che nessun attore politico ha il coraggio di colpire e che, con il tempo, hanno costituito quello che nella vicenda della Repubblica si presenta ormai come un vero e proprio blocco storico.

Significa un insieme coeso di elementi con forti legami interni anche di natura personale in grado di svolgere un ruolo di governo di fatto di aspetti decisivi della vita nazionale.

È il reale blocco burocratico corporativo, a sua volta collegato stabilmente a quei settori, economici e non, strettamente dipendenti da una qualche rendita di posizione e questi si muovono in collegamento con l’attività dei grandi interessi protetti.

È senz’altro un blocco creato ad hoc ed impermeabile, accentrato nel cuore dello Stato e della macchina pubblica, il cui potere consiste principalmente nella possibilità di condizionare, ostacolare o manipolare il processo legislativo e in genere il comando politico.

Spesso, purtroppo, usato / piegato a fini impropri o personali.

Infatti, si deve riflettere, specialmente di fronte alla componente giudiziario-burocratica del blocco in questione il ceto politico-parlamentare, quello che apparentemente ha il potere di decidere e di fare le leggi, si trova, invece, virtualmente in una situazione di sostanziale subordinazione, dal momento che nel novanta per cento dei casi fare una legge conta poco o nulla se essa non è corredata da un apposito regolamento attuativo che la renda effettivamente operante.

La redazione di tali regolamenti è sempre tutta nelle mani dell’alta burocrazia ministeriale, nonché — senza che vi sia alcuna legge che lo preveda, ma solo per un’antica consuetudine (?!) – essa è sottoposta al vaglio del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti. Un processo al cui interno è facile immaginare quali e quante possibilità si creino di far valere interessi e punti di vista che forzano, o addirittura contraddicono, la decisione — la sola realmente legittima — della rappresentanza politica.

In linea generale e da un punto di vista, diciamo così, sistemico il principale obiettivo del blocco burocratico-corporativo — a parte la protezione degli specifici interessi dei propri membri — è quello di autoalimentarsi, e quindi di frenare ogni cambiamento che alteri il quadro normativo, le prassi di gestione e le strutture relazionali all’interno del blocco stesso.

Insomma, è chiaro, tutto ciò che gli assicura la condizione di potere di cui oggi gode.

Potere che riveste principalmente due aspetti essenziali, quello dell’indirizzo, del suggerimento, del condizionamento, per lo più sotto la veste del consiglio tecnico-legale e quello – ancora più importante – d’interdizione.

Il potere cioè di non fare, di ritardare, di mettere da parte o addirittura di cancellare anche per via giudiziaria qualunque provvedimento non gradito.

Quindi, sul piano generale il risultato inevitabile di una simile azione finisce così per essere nella maggior parte dei casi quello di impedire tutte le misure volte a introdurre meccanismi e norme di tipo meritocratico, intese a liberalizzare, a semplificare, a rompere le barriere di accesso, le protezioni giuridiche e sindacali indebite.

Spesso per il proprio interesse, ma il più delle volte per la sua stessa natura inerziale, il blocco burocratico-corporativo, infatti, tende a lasciare sempre tutto com’è, sotto il controllo di chi è dentro, dei poteri esistenti e dei loro vertici di comando. Non importa se per far ciò bisogna arrivare a vanificare pure il ruolo di imparzialità e di terzietà che dovrebbe essere proprio dello Stato, se per esempio le Authority di garanzia e di controllo piuttosto che esercitare con incisività il proprio mandato e rivendicare con altrettanta incisività un potere di sanzione, preferiscono – come accade di regola – voltare la testa dall’altra parte e lasciar fare i grandi interessi su cui in teoria dovrebbero vegliare.

Chiariamoci, fenomeni più o meno analoghi a quelli fin qui accennati caratterizzano tutti i regimi democratici, però tra i grandi Paesi dell’Europa un processo così forte ed esteso di autonomizzazione degli apparati burocratico-giudiziari e di crescita dei loro collegamenti con gli interessi economici penso si sia avuto solo in Italia. Solo in Italia quegli apparati e gli interessi, economici e non, ad essi collegati, si sono appropriati di spazi di potere così vasti. E di conseguenza – complice il discredito generale della politica – solo in Italia il comando politico e i suoi rappresentanti sono stati così intimiditi, messi così nell’angolo, sono stati resi così subalterni alla sfera amministrativa, non a caso, forse, ciò ha corrisposto a una crisi generale del Paese, a una sua stasi progressiva in tutti i campi, alla sua crescente incapacità di cercare e di trovare strade e strumenti nuovi per il proprio sviluppo.

La gabbia di ferro del blocco burocratico-corporativo e degli interessi protetti ha soffocato la politica.

C’è solo da sperare che questa, nella nuova stagione che sembra annunciarsi, torni a respirare liberamente per assolvere i compiti cruciali che sono esclusivamente della politica e quindi dei cittadini.

Mario

Tutte le strade che un tempo conducevano a Roma conducono oggi agli Stati Uniti d’Europa

Tutte le strade che un tempo conducevano a Roma conducono oggi agli Stati Uniti d’Europa: questo scriveva nel 1947 Piero Calamandrei auspicando che l’Europa unità costituisse lo strumento per evitare nuove guerre in Europa. La storia ci insegna che le guerre in Europa ci sono comunque state, ma in quelli che erano gli stati dell’ex Yugoslavia, dimostrandoci che, con tutti i suoi difetti, l’Unione Europea come strumento di pace funziona. Come dire: la bellicosità franco-italo-tedesca (motore delle due guerre mondiali che hanno insanguinato il secolo scorso) è stata imbrigliata/sfogata nelle “guerre per la predominanza economica”.

Detto questo ecco la notizia! Lunedì 1 luglio 2013 anche la Croazia entra nell’Unione Europea, con tutto quanto ne consegue sul controllo della patente di guida, sulla residenza normale prevista dall’art. 118bis cds, l’importazione veicoli, la misura della cauzione ex articolo 207 cds, ecc

Attenzione quindi ad annotare la Croazia fra gli stati comunitari: anzi, unionali!

Nessuna novità invece per quanto attiene la copertura assicurativa: la Croazia, pur extracomunitaria, aveva già aderito all’accordo europeo (da non confondere con comunitario) di non controllo della copertura che si riteneva assolta con la semplice immatricolazione del veicolo

Bando per la cessione di n.4 mountain bike ad un Comando di Polizia Locale

A seguito del recente rinnovo del parco mezzi a due ruote, che ha visto il Comando di Polizia Locale di Ciampino dotarsi di nuove mountain bike per le pattuglie in servizio di polizia di prossimità in bicicletta, lo stesso Comando mette a disposizione dei comandi di Polizia Locale d’Italia le 4 mountain bike attrezzate utilizzate finora.

La cessione, che avverrà a titolo gratuito, avverrà mediante bando per l’aggiudicazione delle stesse, al quale potranno partecipare tutti i comandi del territorio nazionale purchè nella richiesta venga allegato un progetto per il loro utilizzo. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 16 luglio 2013.

Il bando è disponibile sul sito www.polizialocaleciampino.it

“Basta gettare fango sulla Polizia Locale! Le regole vanno rispettate
dappertutto”

Buongiorno,
Vi inoltro i vivaci articoli giornalistici associati ai seguenti
links, nei quali si contesta apertamente l’operato della Polizia Locale
di Treviglio per aver accertato infrazioni ed elevato conseguenti
verbali alla Croce Verde di Albino. Nella fattispecie l’ambulanza della
citata associazione onlus superava di poco il limite di velocità sulla
statale 42 (circolava a 96 Km/h anziché 90 Km/h) ma a quanto pare non
aveva attivato i dispositivi supplementari di allarme ed a luce
lampeggiante blu.      I Poliziotti Locali giustamente, portavano a
termine i propri doveri d’Ufficio notificando all’interessato
presidente i relativi atti amministrativi, numerati e non stracciabili,
come avviene imparzialmente per ogni conducente indisciplinato. Giova
precisare che neanche tanto tempo fa, i Carabinieri di Clusone
ritiravano la patente ad un volontario del summenzionato gruppo di
soccorso poiché aveva effettuato un sorpasso azzardato in prossimità di
un’intersezione critica, senza accendere lampeggianti e sirena – come
si evince da quanto divulgato.
In replica a quanto pubblicato, la Polizia Locale non conserva alcuna
esigenza ridicola di “fare cassa” ma il suo terreno prioritario di
intervento è quello di garantire elevati standard di sicurezza generale
alla collettività. Gli Agenti non hanno nulla contro gli operatori
sanitari poiché giornalmente salvano la Vita a numerose persone.
Tuttavia, nessun veicolo, con qualsiasi livrea, è autorizzato a
compiere manovre spericolate che possono costituire un serio pericolo
per gli utenti della strada, tanto più se si tengono spenti gli
impianti visivi/acustici previsti dall’Art. 177 del Codice della
Strada. Io non mi vergogno di essere un Agente di Polizia Locale, ogni
comportamento umano è disciplinato da norme giuridiche obbligatorie per
tutti che non possono essere infrante. L’ambulanza in questione, quando
viola la Legge, deve essere espressamente in stato di urgenza, ben
visibile ed udibile a distanza, allo scopo di non cagionare incidenti
stradali con vittime innocenti per aiutare il malcapitato di turno.

http://www.ecodibergamo.
it/stories/L’Urlo/382710_far_cassa_multiamo_le_ambulanze_regnano_superficialit_e_pressapochismo/

http://www.giornalettismo.com/archives/210081/lambulanza-multata-per-
guida-pericolosa/

Distinti Saluti
Agente di POLIZIA Locale
LIZZOLA Mirko
Iscritto SULPL

Sicurezza, incontro tra assessori di Piemonte e Lombardia per l’extraterritorialità della Polizia locale tra regioni diverse
Possibilità dell’extraterritorialità da parte degli agenti tra regioni diverse soprattutto in vista di Expo 2015, possibilità di accedere al Servizio d’informazione Centrale da parte delle polizie locali, e possibilità, sempre per la Polizia locale, di avere maggiore autonomia.

Sono questi i tre temi su cui si è focalizzato l’incontro avvenuto ieri – giovedì 16 maggio – a Milano, nella sede della Regione Lombardia, tra l’assessore alla Promozione della Sicurezza e della Polizia locale della Regione Piemonte, Riccardo Molinari e l’assessore alla Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione della Regione Lombardia, Simona Bordonali. Temi questi su cui i due assessori si sono detti in perfetto accordo.

Chiederemo – ha dichiarato l’assessore regionale piemontese, Molinari – di essere ricevuti dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano perché vogliamo che il Servizio d’informazione che consente l’immediata visualizzazione della situazione giudiziaria di una persona, possa essere accessibile anche alle polizie locali e non solo alle forze dell’ordine come polizia e carabinieri”.

“E’ un meccanismo che consentirebbe – ha proseguito l’assessore– maggiore efficacia ed efficienza nel controllo del territorio da parte dei nostri agenti, supportando in maniera concreta l’operato delle altre forze dell’ordine”. L’idea è di cominciare con una sperimentazione sui capoluoghi delle due regioni e poi, se l’iniziativa si rivelerà valida ed utile, chiederemo che possa essere estesa ad altre realtà territoriali.

C’è poi il tema dell’extraterritorialità. Si tratta di consentire agli agenti della polizia municipale di poter intervenire non solo da un comune all’altro, ma anche di poter andar a scavalco di diverse regioni. Ad esempio la vicinanza territoriale ed economica tra Piemonte e Lombardia consentirebbe un miglior controllo del territorio. Su queste iniziative intendiamo coinvolgere anche la regione Veneto”.

“Rimane poi sempre sullo sfondo anche il grande capitolo di una sempre maggiore autonomia e capacità di iniziativa da parte delle polizie locali. Anche di questo parleremo con il ministro Alfano. È indispensabile, infatti, attivare tutti gli strumenti possibili per conseguire maggiore efficacia ed efficienza nel controllo del territorio”.

> Buongiorno a tutti, segnalo con profonda amarezza l’articolo redatto da un gruppo di persone che desiderano organizzare un referendum per abolire la Polizia Locale, trasformando gli operatori in banali operatori del traffico, senza alcuna qualifica. La vincenda si commenta da sola…
>
> http://www.polizialocale.it/aree/stampa.aspx?idt=3&s=4&id=12614
>
> Teniamo duro!
> Agente Lizzola Mirko
> Iscritto SULPL

IL CASO DEL COLLEGA SU FACEBOOK

Quando lo sgombero dev’essere politicamente corretto

09 aprile 2013 – 19:45 Condanna sì, ma rigorosamente secondo la più classica dottrina della singola “mela marcia”. Nella bufera che si è scatenata sulle foto e i commenti postati su Facebook dal vigile urbano Giovanni T., svelati ieri da Zic e poi spariti, il mondo istituzionale e politico della città non sorprende: le responsabilità del singolo agente vengono stigmatizzate e anche duramente, ma guai a gettare la minima ombra sulla Polizia municipale. Allo stesso tempo, non si può non notare una certa retorica di fondo: sgomberare i rom e i senza tetto va bene e, non a caso, su questo terreno il Comune non lesina interventi; ma farlo aggiungendo qualche frase “politically uncorrect” questo no, proprio non si fa…Nel frattempo, si apprende che la Procura ha aperto un fascicolo conoscitivo sul caso, per ora senza alcuna ipotesi di reato. Ieri sera e’ stato il comandante dei vigili di Palazzo D’Accursio, Carlo Di Palma, a fare la segnalazione alla magistratura. Lo stesso comando ha anche avviato una sorta di “inchiesta interna” sull’agente, che potrebbe portare all’adozione di provvedimenti nei suoi confronti.Tornando ai commenti, il primo ad intervenire in giornata è stato il capogruppo del Pd in Comune, Francesco Critelli. Il suo auspicio è che arrivino presto “provvedimenti chiari”, questo “anche a salvaguardia di tutti gli altri agenti” perche’ “il comportamento scellerato di questo singolo rischia di ingenerare nella popolazione un giudizio complessivo che invece noi dobbiamo sforzarci di evitare”, dice Critelli. “Uno o comunque pochi singoli che si rendono protagonisti di queste dichiarazioni e comportamenti, che non esito a definire vergognosi, non ci devono assolutamente portare a un giudizio negativo sull’intero corpo della Polizia municipale, che e’ un corpo assolutamente sano, composto da persone oneste e capaci”. Per il dirigente del Pd, “non bisogna lasciarsi andare a prese di posizione o alimentare la polemica, perche’ nel momento in cui sono in campo i diretti responsabili devono poter svolgere loro attività in maniera serena”. Più secco il commento dell’assessore Matteo Lepore: “Frasi non degne della divisa ne’ di questa città” e per le quali “non c’e’ alcun tipo di giustificazione”. Sempre in casa Pd, il presidente del quartiere Navile, Daniele Ara, dice: “Il caso delle dichiarazioni razziste e superficiali dell’operatore della Polizia municipale amareggia molto per due ragioni un razzismo strisciante da respingere e un’offesa per gli operatori della Polizia municipale impegnati ogni giorno per il rispetto della legalità. Spero che la persona interessata chiarisca pubblicamente la sua opinione. Sarebbe un fatto di civiltà”.Sul caso è intervenuto anche il prefetto, Nicola Tranfaglia: “Se quanto riportato dalla stampa corrisponde al vero, non esito a definire quanto accaduto inqualificabile” e “mi auguro che la realtà non sia nei termini riportati”. Infine, il sindacato di categoria Sulpl, a cui Giovanni T. non è comunque iscritto. “Pensiamo che sia un episodio molto grave e da condannare perche’ chi indossa una divisa deve stare attento a quello che dice e a quello che fa, perche’ noi siamo l’anello di congiunzione tra cittadini e amministrazione, tutto deve essere soppesato. Tuttavia, c’’è’ da dire che Bologna non è come Milano o Roma, ci conosciamo tutti e su di lui non abbiamo mai rilevato criticità. Non ha mai dato problemi e ha sempre avuto una professionalita’ positiva. Speriamo che di questo episodio sappia dare una giustificazione”. ( articolo tratto da: http://www.zic.it/quando-lo-sgombero-devessere-politicamente-corretto/ )


“Sgomberiamo qualche zingarello” – Vigile urbano infiamma Facebook

Un agente della municipale di Bologna ha pubblicato una foto su una ‘visita’ a un campo rom accompagnandola con la frase: scoppia la polemica

di Massimo Fagnoni (Segreteria SULPL di Bologna)

Prendo la frase direttamente dal Carlino online proprio per non rischiare di fare la parafrasi dell’’articolo. Leggo anche il volantino delle USB, sull’’argomento, quello intitolato RAZZISTI E SCIACALLI. Ma andiamo con ordine e per fare questo devo premettere, come scrivevo pochi giorni fa nel mio blog, che non mi piace Facebook anche se lo uso e cerco soprattutto di non farmi usare dallo strumento, perché come tutti i social network non nasce per altruismo, ma come sappiamo è un grande business per chi ne può utilizzare i dati, e questo è un fatto che non bisogna mai dimenticare quando si decide di iscriversi e utilizzare un mezzo di socializzazione. Detto ciò, è chiaro che nel momento in cui uno di noi decide di utilizzare il mezzo deve fare doppia attenzione, nel mostrare immagini, nel prendere posizione e anche a quanto pare quando decide di cliccare semplicemente un mi piace. E’’ ridicolo lo so, ma ci tocca, perché indossare una divisa significa prendersi responsabilità, e noi lo sappiamo, lo sappiamo bene. L’’opinione pubblica è sempre pronta a crocifiggerci, perché noi siamo considerati gli esattori dei Comuni, i cani da guardia delle amministrazioni locali. Se adesso però osservo l’’episodio in tutta la sua consistenza trovo poco o niente, frasi spezzate, sicuramente non brillanti, ma neppure così scandalose e irriverenti, mostrano un lato del nostro lavoro, sottolineano il disagio di operatori sempre in prima linea, sempre nei luoghi più degradati, perché noi siamo coloro che tali luoghi li conoscono meglio, siamo esperti del territorio e delle sue problematicità. Questa è l’’unica informazione che è stata trascurata da tutti gli attori in campo.

I media hanno dato voce a un quotidiano on line autogestito Zic che in maniera retorica e semplicistica scava per cercare il marcio anche dove non c’è, per sparare, metaforicamente parlando, su qualsiasi divisa si muova, sport nazionale ormai, perché criminalizzarci sia che indossiamo la divisa degli agenti della polizia locale o un’’altra forza dell’’ordine, non importa… basta attaccare. I colleghi dell’’USB invece, nel loro volantino, parlano di compiti tradizionali del nostro Corpo, disattesi, perché costretti a impegnarsi nel controllo e repressione del disagio e delle categorie denominate nomadi (impropriamente) o dei senza tetto genericamente. Entrambi gli interventi, sia quello autogestito dal sito politicizzato, amplificato dai media, sia quello del sindacato di base saltano a piè pari un aspetto invece determinante, e cioè il ruolo sempre più importante del nostro corpo nel tessuto sociale della città. Non è questione di amministrazioni di sinistra o di destra, ma è un problema sociale. Nel tempo il lavoro è cambiato, e i compiti tradizionali si sono trasformati. Oggi non ci occupiamo solamente di viabilità e traffico, abbiamo dovuto imparare, nostro malgrado, a gestire il degrado, la microcriminalità, e la gestione dei rapporti con le cosiddette categorie sociali menzionate nel volantino dell’’USB. Noi siamo coloro che la città la conoscono meglio, perché qui ci siamo formati, siamo diventati un punto di riferimento per la collettività, se ci occupassimo d’’altro, come dicono i colleghi dell’’USB, sicuramente in città si creerebbe un vuoto operativo difficile da colmare. Su un punto però sono d’’accordo con i colleghi, sulla condanna della facilità con cui i mass media ci utilizzano sempre come facili bersagli, in un mondo dove la realtà non è più rilevante, ma serve solo come spunto per creare notizie diffamatorie che servono per vendere giornali, o per veicolare un’’opinione pubblica assuefatta alla maldicenza e alla denigrazione. Due considerazioni finali. Noi come SULPL non ci stancheremo mai di difendere i colleghi, fino alla fine e fino a prova certa di colpevolezza, perché questo deve essere il mandato di un Sindacato dei lavoratori: difendere l’ uomo o la donna che indossa la divisa, con lucidità e coraggio. Ultima considerazione, in realtà una raccomandazione: Facebook se proprio volete utilizzarlo fatelo misurando le parole, controllando i pensieri, proprio come fate nella vostra vita di relazione, quella vera, quella di tutti i giorni, perché una fotografia, un’’affermazione, anche un solo clic sbagliato, rimarrà in rete nei secoli dei secoli a vostra futura sventura.

Uomini e simboli

massimo gramellini

«Buongiorno, sono un vigile e lavoro a Torino. Lavoro in moto. Venerdì percorrevo una strada nei dintorni del municipio quando dieci anarchici mi sono sbucati davanti, a volto coperto e armati di bastoni. Ci siamo guardati per un tempo che a me è sembrato lunghissimo. Non so dirle perché, non provavo panico. Paura sì, ma non panico. Avrebbero potuto assalirmi con facilit à mentre tentavo di spostare la moto. Invece urlavano, gesticolavano, ma stavano fermi. Quando sono riuscito a ripartire nella direzione opposta hanno cominciato a correre, ma era troppo tardi per raggiungermi, mi hanno tirato solo un paio di sassi che non hanno causato danni.

«Esiste un flebile muro che separa, per fortuna, l’intenzione della violenza dall’attuazione della stessa. Un muro di cultura, di istinto, non saprei, forse di pietà. La mia calma ha forse ricordato al cervello di quelle persone che non erano di fronte a uno gnu impazzito dalla paura, ma a un uomo che cercava di uscire razionalmente da una situazione pericolosa. Ripensandoci, avrei voluto scendere dalla moto e avvicinarmi amichevolmente, mostrando alla loro rabbia che dentro la divisa c’era una persona come loro, non molto più vecchia di loro. Vent’anni fa ero anch’io tra quelli che manifestavano ed erano arrabbiati, anzi, lo sono ancora e ancora manifesto, se serve, ma l’opzione della violenza vigliacca non lo mai presa in considerazione. Ringrazio i miei genitori, che mi hanno insegnato a vedere le persone dietro i simboli. A pensare che su entrambi i lati della barricata c’è qualche papà che, come me, si preoccupa per il futuro del suo bimbo e non vede l’ora di rivederlo ».

http://www.lastampa.it/2013/04/18/cultura/opinioni/buongiorno/uomini-e-simboli-2glBzQ9UcIdRiFrp1h9dsI/pagina.html

Gioventù bruciata – di Gaspare Serra

TRICHIANA «Perchè sono partiti con tutta questa nebbia? È il comandante che ha deciso di partire, il comandante l’ha deciso». Il terzo tecnico dell’elicottero, Franco, dipendente della Smart Elicotteri, è rimasto nel B&B La Colombera ieri mattina: ha visto partire i colleghi, ha sentito il botto poco distante, alcuni minuti dopo. Franco è ancora sconvolto, piange, la titolare del B&B fa quadrato attorno al giovane, poco più che venticinquenne: ancora in tuta tecnica da meccanico si affaccia appena alla porta finestra del locale. Fatica a parlare: «Il mio nome? Non importa, neanche il loro: tutto non ha importanza, loro non ci sono più». Loro: Silvio e Felice con i quali ha condiviso più campagne di vaccinazione in provincia di Belluno. La squadra era arrivata giovedì e sarebbe dovuta rimanere una settimana per svolgere il lavoro vinto con l’appalto del ministero. Franco è stato sentito per tutto il pomeriggio dagli investigatori della squadra mobile che hanno cercato di ricostruire le circostanze con cui si è deciso di volare nonostante le condizioni proibitive e la visibilità zero sulla zona; oltre alle condizioni del velivolo. «Sono andati su e si vedeva bene, c’era il sole, altrimenti non si sarebbero alzati» spiegano i titolari del B&B che li ospitava «Già a maggio sono stati qui per un primo giro di profilassi». A poca distanza dall’incidente ci sono alcune case e in una di queste stavano lavorando alcuni tecnici elettricisti della ditta Offredi. Sono stati loro i primi a chiamare i soccorsi e a raggiungere l’elicottero sperando di poter aiutare qualcuno. Racconta Enzo Cappiello: «Stavo entrando quando ho sentito prima il rumore anomalo di un motore e pochissimo dopo un botto fragoroso». Difficile dire se il rumore sentito prima dello schianto fosse dovuto a un guasto del motore o al danno provocato dall’urto contro la casa vicina. «Quando ci siamo accorti che stava succedendo qualcosa di strano, l’elicottero stava già cadendo», continua Cappiello. «Ci siamo precipitati fuori ma era già caduto, siamo corsi in quella direzione e nel frattempo ho chiamato i vigili del fuoco. In pochi istanti ci siamo trovati davanti un ammasso di rottami fumanti e abbiamo visto subito i corpi di quei poveri giovani. Uno di loro sembrava ancora vivo, si muoveva, sembrava che respirasse, ma non so dire se questa fosse solo una nostra impressione, perché le condizioni di entrambi erano veramente brutte». In pochi istanti attorno all’elicottero si sono riunite alcune persone, tutte a chiedersi cosa fare. «Alcuni volevano aiutare quel ragazzo che sembrava ancora vivo, altri dicevano di non spostarlo per evitare di peggiorare la situazione. È stato terribile, perché mi sentivo impotente e ogni istante che passava prima dell’arrivo dell’ambulanza sembrava infinito». (i.a.) ELICOTTERO SI SCHIANTA  ATRICHIANA

di conoscere queste persone per motivi legati al degrado della zona e delle situazioni di vivibilità nelle case, e non vorrei sembrare troppo di parte.
Chi Vi voglio segnalare, in quanto Voi potete e siete in grado di dare visibilità e conoscenza ai più, sono alcuni vigili della caserma di via Settala.

Sono stata nel loro piccolissimo ufficio al piano terra della caserma, l’anno scorso, dove ho portato alcune segnalazioni su situazioni pericolose e gravi circa alcune case del quartiere con situazioni di degrado e vivibilità disumane per le persone povere, sfruttate e costrette a vivere, non hanno alternative, peggio di animali.

Questi vigili sono solo in tre e di loro non ricordo i nomi, conosco solo il numero di telefono 02-77270657. Oltre ad essere persone di una umanità straordinaria, lavorano solo su casi di drammi umani e famigliari, mi hanno dato una soddisfazione incredibile e in poco tempo hanno affrontato i problemi da me esposti.

Ho colloquiato con loro e ho scoperto e potuto vedere delle cose che il Vostro articolo diventa quasi uno scherzo. Sono venuta a conoscenza che l’uso delle candele per illuminare le case, l’uso di falò per riscaldarsi e cucinare, l’uso di acqua riciclata più volte per lavarsi è ordinaria quotidianità per innumerevoli persone, italiane e straniere.

Ripeto, non vorrei esagerare, ma questi tre uomini sono da due anni impegnati in questa battaglia, ho saputo che non guardano troppo agli orari di lavoro e che hanno aiutato molte persone anche con iniziative personali lasciando loro cibo e a volte qualche soldo.

Sono cattolica e credo nell’esistenza degli angeli tra noi.

Hanno fatto centinaia di interventi e so che li segnalano agli uffici che Voi chiamate delle Autorità alle politiche sociali.

Ecco, questa mia solo per informarVi, come giornalisti credo Vi interessi, per dare alle persone che si trovano in condizioni di vita abitativa dove il pericolo è sempre in agguato, l’informazione che nella nostra zona esiste qualcuno a cui rivolgersi.

Da questi vigili si trova una parola e un consiglio, che per alcuni non sono nulla ma che per tanti, sono salvezza, soprattutto psicologica, di sapere di non essere soli, di avere qualcuno che ti ascolta.

Confido in Voi, nella Vostra professionalità, nella Vostra umanità dimostrata insieme alla Vostra voglia di far sapere continuamente i problemi di molte vite e di risaltare anche chi merita il giusto ringraziamento e attenzione. Nel paese dei corrotti, dei fannulloni e degli assenteisti, bisogna esaltare chi invece lavora con passione per aiutare il prossimo.

Grazie della Vostra disponibilità e continuate nella Vostra meravigliosa opera di interesse


ai veri problemi della gente. Che Dio Vi benedica.”

(nb: POLIZIA LOCALE MILANO, COMANDO ZONA 2, via Settala 30)

Caro Mario ti allego una breve discussione apparsa su FB, tra il comandante Buttarelli il sottoscritto e un collega a riguardo della sfilata del 2 giugno in via dei Fori Imperiali (Via dell’ Impero EF)
Con la Presente le RSU Borelli Gianni e Capizzi Francesco del  SULPM Unione Comuni Pianura Reggiana si complimentano con i Colleghi che nelle giornate 20,21 e 22 Marzo hanno partecipato al corso di formazione sull’autotrasporto organizzato in provincia di Bergamo.
nella giornata di giovedì 22 Marzo 2012 mentre si recavano al corso suindicato, nell’attraversare il Comune di Martinengo, si imbattevano in un gravissimo incidente stradale, tale da richiedere l’intervento dell’elisoccorso dall’ospedale niguarda di Milano.
Così i colleghi dimostravano ancora una volta,se mai ce ne fosse stato bisogno,il loro grande senso del dovere,un grande spirito di Corpo ed una elevata professionalità, aiutando i Colleghi di Martinengo nel gestire la viabilità, nei rilievi planimetrici del sinistro e nel garantire l’atterraggio in sicurezza dell’elicottero.
Imutile dire che l’apprezzamento che i nostri colleghi della Lombardia hanno avuto per il nostro operato è stato a dir poco entusiasmante; gli stessi ci hanno confidato di essere rimasti colpiti dall’elevata professionalità dimostrata e a loro volta si sono detti disponibili ad aiutarci per problemi di Polizia Giudiziaria, materia nella quale vanno fortissimo…..così per dirla alla bergamasca:” è scattato lo scambio di email”
Questa è la POLIZIA LOCALE che piace a noi del SULPM.
Un ringraziamento và anche ai colleghi che con un organico ai minimi termini sono rimasti nei rispettivi presidi a garantire i servizi ad i nostri Concittadini……
Un Abbraccio a Tutti e ancora COMPLIMENTI!!!!!!!!!!
Questa storia che sento dire in continuazione che dobbiamo tornare a fare i “vigili” di 30 anni fa’ sinceramente mi ha stancato, come mi ha stancato questo pressapochismo, questo ennesimo luogo comune, di questa “farsa” che trennt’anni fa, i VIGGGGILI URBANI, erano viggggili e non si sentivano poliziotti.
Ma questi signori sanno cosa accadeva trent’anni fa’ ??…ma lo sanno o no?
Allora dobbiamo tornare ad essere vigili urbani di trent’anni fa’….Dobbiamo tornare a fare i vigili come chi? come loro?:

Giuseppe Macheda, ucciso il 28 febbraio 1985 Reggio Calabria, vigile urbanono di 30 anni.
Giuseppe Macheda faceva parte di una squadra che – sotto la guida del pretore Angelo Giorgianni – si occupava di combattere l’abusivismo edilizio.
Gli sparano un colpo di fucile alle spalle nella notte mentre fa ritorno a casa.
La sera prima gli avevano incendiato l’auto. Due sere prima a prendere fuoco era stata l’auto di un altro componente della squadra.
La squadra antiabusivismo nelle settimane precedenti aveva sequestrato numerosi immobili e fatto arrestare molte persone.


oppure come:
Vigile Urbano Giuseppe Rattà
che il 24 Dicembre 1986 icadde nell’adempimento del dovere affrontando coraggiosamente un rapitore in fuga che,a seguito di uno scontro a fuoco,lo colpì mortalmente. Mentre cadeva al suolo riuscì comunque a sparare,con la propria pistola d’ordinanza, uccidendo il malvivente.

Salvatore Castelbuono, di Bolognetta, in provincia di Palermo, ucciso dalla mafia il 26 settembre 1978, colpito a morte con 5 colpi di pistola p38 a causa della sua fattiva collaborazione con i Carabinieri per la ricerca di latitanti.

Bartolomeo Mana
Morì a Druento (To) il 13 luglio 1979, all’ età di 35 anni. Il 13/07/1979 era in servizio disarmato nei pressi della locale Cassa di Risparmio; aggredito da alcuni rapinatori, venne spinto dentro la banca; cadde, tentò di rialzarsi, ma fu freddato con un proiettile alla testa. In seguito si scoprì che i rapinatori erano terroristi di Prima Linea che stavano compiendo una rapina per autofinanziamento.

Vincenzo Ugga,
vigile urbano trentenne che il 9 marzo del ‘77 fu ucciso nel corso di una violenta sparatoria da un personaggio temibile e spregiudicato, Vincenzo Andraus, killer spietato che dopo una rapina fu inseguito proprio da una pattuglia di vigili e non esitò a sparare contro Ugga e i suoi colleghi

RENATO STUCCHI
vigile urbano di Pioltello (MI), viene ucciso nel dicembre 1976 a coltellate mentre contestava un verbale ad un ambulante abusivo

PAOLO RUGGERI
vigile urbano che il 22 gennaio 1977, a Paderno Dugnano (MI), viene ucciso da colpi di arma automatica, da rapinatori in fuga.

WALTER PROCACCINI
vigile urbano che il 6 novembre 1977 muore (28 anni, nel Corpo di Polizia Municipale di Roma da 11 mesi, sposato da 4 mesi) mentre inseguiva un giovane in vespa (forse uno scippatore), dopo averlo raggiunto, questi tira un calcio alla ruota del motociclo di servizio: il vigile cade a terra e riporta ferite gravissime alla testa che non gli lasceranno scampo

CARLO SALERNO
MILANO 30 maggio 1993 – . Tentata rapina con duplice omicidio ieri mattina a Trezzano sul Naviglio, un piccolo comune della periferia milanese. Un bandito ha ucciso un gioielliere, Aurelio Boeri, 44 anni, sposato, due figli, e un vigile urbano, il capo drappello Carlo Salerno, 35 anni, sposato, due figli, intervenuto per fermarlo. E’ accaduto ieri mattina, verso le 8, quando il gioielliere e’ arrivato al negozio. L’ uomo e’ stato bloccato dal rapinatore mentre stava aprendo la seconda delle due porte blindate sistemate all’ ingresso. Aurelio Boeri ha cercato di difendersi: sentendo le sue grida, due bambini sono corsi al vicino comando dei vigili urbani per chiedere aiuto. Carlo Salerno e’ arrivato proprio mentre il bandito, dopo aver ucciso il gioielliere con tre colpi di pistola, tentava la fuga. Per il vigile non c’ e’ stato scampo: e’ stato raggiunto da tre colpi, uno alla bocca e due al torace, sparati da distanza ravvicinata. L’ assassino e’ riuscito a scappare. Il gioielliere e il vigile sono morti durante il trasporto all’ ospedale.

ROBERTO BUSSI
vigile urbano di 28 anni ucciso a Torino da un commando di rapinatori il 31 marzo 1988

Angelo Enrico Nobile
Vigile urbano di Solaro (MI) che nel 1980 venne ucciso da colpi di arma da fuoco sparati da alcuni malviventi dopo che lo stesso era intervenuto su un incidente nel quale erano rimasti coinvolti i delinquenti.


AURELIO ZAGHINI
Vigile Urbano
Medaglia d’oro al Valor Civile
ANCUPM – Associazione Nazionale Comandanti e Ufficiali dei corpi di Polizia Municipale

PALMI: MALEDETTAMENTE INDIGNATI!

di Comando P.L. Palmi

17/02/2012 PALMI

Colleghi carissimi,
vi giro una e-mail di protesta, che ho inviato al TG3, a seguito del
servizio giornalistico vergognoso mandato in onda nell’edizione delle
14:30, che è stato offensivo per la categoria.
Si dovrebbe richiamare l’attenzione di tutti e tutti dovrebbero inondarli
di messaggi di indignazione, che prescindono dall’episodio in se, sul
quale indaga la magistratura, ma che frenino questi miserabili!!!!!

—-Messaggio originale—-
Da: francesco.manago@libero.it
14/02/2012 14.58
A: “tg3net@rai.it
servizio TG3 edizione delle ore 14:30

MALEDETTAMENTE INDIGNATI!

Davvero complimenti per il taglio giornalistico assolutamente distaccato e obiettivo dato nel servizio sulla morte del cileno a Milano a seguito di un conflitto a fuoco con la pattuglia della Polizia Locale, che deontologicamente ed eticamente poco si addice ad un organo di informazione.
Vi dovreste vergognare!!!
Siete subito andati a scovare il profilo facebook di quell’agente,nominandolo “provetto rambo” in un servizio di cronaca che si pretende “obiettiva”.
Avete insultato una intera categoria, affermando, sempre in un servizio
giornalistico di cronaca, che quell’agente fa parte degli oltre 3000
agenti chiamati ad “imitare polizia e carabinieri senza avere la
preparazione”…. ma davvero complimenti!

Che schifo di paese è questo in cui viviamo?

Capisco che per voi il vigile è meglio quando viene trucidato sotto le
ruote di un delinquente, capisco che voi non abbiate la minima cognizione
di cosa voglia dire portare una divisa, mettendo a repentaglio tutti i
giorni la propria vita. Capisco che a voi non importi assolutamente un
beneamato che i vigili sono chiamati a svolgere tutte le medesime incombenze dei carabinieri e della polizia, con analoghi rischi, ma, in
compenso, senza avere le stesse tutele normative e previdenziali.
Capisco che a voi nulla importa se alla vedova di un carabiniere morto in
servizio spetta il riconoscimento della causa di servizio ed alla vedova
di un vigile trucidato (informatevi…. ce ne sono stati decine!!!) non
spetta un fico secco, men che meno i funerali di Stato.
Ma a voi cosa importa…. andate a guardare il profilo facebook e prendete per i fondelli la categoria che già è al colmo dell’ira!!!
Ma sbaglio o di casi simili purtroppo ce ne sono stati a decine? Il poliziotto Spaccarotella o qualcosa di simile vi dice nulla?
Avete anche lì scavato nel suo profilo faceebook e lo avete chiamato “provetto rambo” o quello era un poliziotto e quindi era sconveniente sfottere la categoria di Stato.
Cercate di fare giornalismo onorando il termine, non fate commenti faziosi che non vi competono e dei quali non avete cognizione alcuna: ciò è vergognoso!!!!

Francesco Managò – Comandante Polizia Municipale
Nota di Redazione

Francesco carissimo, siamo con te, sintonizzati con la tua stessa passione e comune sofferenza della stragrande maggioranza di colleghi, di ogni parte d’Italia.
Tutti sappiamo che tanti settori della pubblica opinione non vedono di
buon occhio la nostra funzione sociale di armonizzatori delle relazioni
cittadine, di “angeli” della loro protezione e difesa;
che la maggior parte dei Sindaci, anzicchè perorare le nostre aspettative
legittime e difenderci a tutto tondo, preferiscono, per lo più, godere dei nostri servizi come quelli dei cortigiani del passato, in divisa da
lacchè, e non come quelli, meramente tecnici, di una democrazia moderna,
che si forma dal basso delle culture e delle tradizioni popolari
municipalistiche; che a concorrere a tale nostro stato di continua afflizione incidono fortemente anche le nostre fronde interne, tutte protese a conservare le comode nicchie consolidate, refrattarie ad ogni stimolo di innovazione e di sensibilità per gli interessi generali della Nazione; che la politica nazionale si muove sulle stesse analoghe coordinate d’azione e che speriamo possano essere superate dalla illuministica missione del Demiurgo europeo, Prof. Mario Monti;
che forte e retriva, in termini di cambiamenti culturali ed economici, è
arroccata anche la resistenza passiva di dinosaura burocrazia istituzionale, sempre sollecita a bloccare ogni nostro tentativo di sussulti innovativi, di richieste di metamorfosi professionali, a tutto vantaggio anche delle popolazioni amministrate; che al sincero progresso della categoria manca la spinta moral-intellettuale delle tante nostre energie dirigenziali, distratte da un egoismo esasperato, o in tutt’ altre faccende affaccendate; che, insomma, Francesco, potremo superare tutte queste montagne di ostacoli e contrarietà, soltanto se sapremo mettere da parte la cultura del nostro italico vizio del “ particulare”, così rinunziando a fare più gli ardenti Comandanti che i diligenti Dirigenti, a predicare e praticare le buone programmazioni di formazione ed addestramento professionale dei nostri addetti, di migliorare le loro permoformance organizzative, di rinunciare al pericolo dell’autoreferenzialità, di sempre più potenziare le loro capacità tecnico-istituzionali con percorsi comuni ed omogenei, evitando temerarie fughe in avanti, con convergenze di prassi operative ed azioni di nuova governance, attraverso il confronto di comparazioni, emulazioni ed affiancamenti vari di moduli operativi suggeriti dalle tecnologie e dai supporti mediatici.
Francesco, gli incidenti capitano in ogni categoria, la tragedia, invece,
rimane nei ranghi, allo sfascio, di questa RAI, inquinata da sempre più
cani, porci e maramaldi.
© Associazione Nazionale Comandanti e Ufficiali dei Corpi di Polizia
Municipale

O MORTI O IN GALERA! Non vi è alternativa! Il collega che ha sparato e
ucciso a Milano è indagato per ECCESSO COLPOSO I N LEGITTIMA DIFESA.
SE AD INTERCETTARE IL VEICOLO CON A BORDO I DUE MALAVITOSI FOSSE STATA
UNA DELLE ALTRE PATTUGLIE  (POLSTATO O CC) CHE STAVANO ACCORRENDO IN
ZONA DELLA RISSA E UN COMPONENTE AVESSE ESPLOSO IL COLPO DI PISTOLA CHE
SFORTUNATAMENTE HA UCCISO IL GIOVANE CILENO, LO STESSO AVREBBE AVUTO
ALTRO TRATTAMENTO PERCHE  L’ARMA IN DOTAZIONE NON E’ IN USO PER LA SOLA
DIFESA PERSONALE.
Ora bisogna riflettere anche alla luce dell’imminente approvazione?
della legge di riforma della PL che prevede ancora che bil porto
dell’arma in dotazione sia concesso ESCLUSIVAMENTE per difesa personale:
Per quanto mi riguarda proporrei di restituire l’arma e rinunciare alla
qualifica di PS in segno di protesta e rifiutarci di effettuare
interventi che NON CI COMPETONO, stando alla normativa attuale.
Facciamolo presente ai politici e al Governo attuale.

Istruttore di PL Antonio M.
Istruttore di tiro della Polizia Locale Lombarda

LA POLIZIA LOCALE NON E’ CARNE DA MACELLO

ciao, ho letto lo stato d’agitazione. Ritengo che questo sia il punto di non ritorno sia tra la politica del parlamento e il sulpm ma soprattutto tra il sulpm e i suoi iscritti, è la prova della verità per capire se la categoria vuole realmente questa benedetta riforma e quanto è disposta a fare per ottenerla. A Roma dobbiamo essere veramente tanti, ma se ciò non bastasse a catalizzare l’attenzione sulla polizia locale (nonostante i nostri morti) incrociamo le braccia e blocchiamo la sicurezza italiana delle nostre città. Polizia e CC non arrivano a far nulla, è notizia di ieri che ha Milano per svolgere i conrolli fiscali hanno impiegato la polizia locale, e poi? vogliono anche il sangue?…Caro Mario è ora di far veramente sul serio a costo di vedere a malincuore la nuda realtà di una categoria morbida e apatica che non segue l’unico sindacato che vuole il bene della polizia locale e che sta versando anima e sangue in quello che fa, ovvero tu e pochi altri.

Posso immaginare la tua fatica, lo sconforto, il grande impegno che ci metti, ed è anche per questo che son con te e che nel  mio piccolo ti sostengo.

Un abbraccio Vanes, imola.

Se fossi…..
Se fossi un poliziotto sarei addestrato armato e tutelato sul lavoro…e avrei riconosciuta la causa di servizio…
Se fossi un carabiniere sarei addestrato armato e tutelato sul lavoro…e avrei riconosciuta la causa di servizio…
Se fossi un un finanziere sarei addestrato armato e tutelato sul lavoro…e avrei riconosciuta la causa di servizio…
Se fossi un poliziotto penitenziario sarei addestrato armato e tutelato sul lavoro…e avrei riconosciuta la causa di servizio…
Se fossi un agente forestale sarei addestrato armato e tutelato sul lavoro…e avrei riconosciuta la causa di servizio…
Ma sono un vigile urbano (a volte mi chiamano agente di polizia locale) faccio il loro stesso lavoro ( o meglio…anche quello che alcuni di loro non vogliono fare), il mio stipendio e’ di 300 euro inferiore, non sono addestrato, non sono tutelato da una legge seria di categoria….e se un giorno mi ammazzano mentre lavoro per tutelare la legalita’….sulla mia lapide scriveranno….”Morto stupidamente in servizio…mentre giocava a far lo sceriffo…ps: ai suoi figli e famigliari non viene riconosciuta la causa di servizio”.
Vergognatevi politici…vergognatevi sindacati… confederali…vergognatevi!!!!
Io da domani senza una seria riforma giochero’ solo a far l’impiegato comunale con il culo attaccato alla sedia di una scrivania…cosi’ quando moriro’ in servizio cadendo dalla sedia…allora si che potranno chiamarmi eroe!
Buonasera, un racconto da un Ispettore di P.M. di strada.Carissimo Davide,ho letto la tua email pubblicata sul sito del sulpm e devo dire che mi ha sorpreso molto; innanzi tutto sollevi perplessità e dubbi sul fatto che la stampa e la tv abbiana rimarcato più volte che ad uccidere il collega eroe Nicolò sia stato un SUV; ebbene caro Davide io non sono certo amico della stampa o della tv, la quale ci ha sempre bistrattati, ma se ad uccidere Nicolò è stato un assassino alla guida di un SUV, non potevano mica scrivere che era un’utilitaria o una berlina, era un SUV……..

Ieri unitamente ad un collega giovane di età e di servizio, ma fortunatamente sveglio e con molta volontà (ne abbiamo sempre meno) durante un controllo stradale alle 10 del mattino diamo l’alt ad  una macchina che arrivava nella nebbia a tutta velocità.

Direte.. quindi? Cosa c’è di strano? E’ mattina che cosa vuoi che succeda? Un semplice verbale cds come tanti e via… Siamo Vigili che pericolo corriamo? Bene, la riposta è nessun pericolo o problema, se non fosse che i tempi cambiano ed a bordo notiamo quattro brutti, anzi bruttissimi ceffi, che ci puntano e ci costringono a fare un passo indietro ed a mettere mano sull’arma d’ordinanza pregando e sperando di poterlo raccontare anche perché siamo lì,  abbandonati come cani su di una Statale trafficatissima senza sapere nulla di ciò che succede intorno a noi, senza banche dati, senza arma lunga, senza giubbetti antiproiettile e soprattutto con la convinzione inculcata e voluta dal Comando (sono quasi tutti così) che non siamo forze dell’ordine e che non compete a noi la prevenzione e la repressione dei reati.

Che fare quindi? Fortunatamente ci pensano loro i “cattivi” che ci dicono (e lo vediamo) di avere un ferito a bordo e di dover correre all’ospedale; che dire, vista la situazione va benissimo così e con rispettoso fare rispondo, andate pure, segnandomi il numero di targa. Qualche secondo, almeno il tempo di veder sfrecciare via il bolide, non chiamo la mia centrale perché ne sapeva meno di me e perché era impegnata a fare altre pratiche amministrative, ma chiamo la centrale di una VERA forza di polizia, almeno con i mezzi, pagata e riconosciuta come tale, dove mi viene detto che ricercavano una macchina di quel tipo con 4 persone a bordo, probabilmente di origine SINTI che avevano appena fatto saltare una cassaforte in una bella villetta, veniva inoltre aggiunto che uno o più erano probabilmente feriti; ringrazio della cortese e preziosa informazione per conoscenza e grazia fornita e da vero… CONVINTO O IDIOTA (dipende da chi legge)… vado all’ospedale per fare quello per cui non sono pagato, il POLIZIOTTO. Vi tralascio il dettaglio dei fatti avvenuti fra i reparti dell’ospedale per ricercare il ferito, fra i parcheggi esterni per cercare il veicolo sapientemente nascosto,  la fatica nello scovare gli altri tre e soprattutto la guerra fra i vertici delle forze di Polizia, ovviamente con la mia testa in mezzo pronta a saltare, che cercavano di accaparrarsi l’arresto e naturalmente con il mio Comando che non sapeva e non voleva saperne nulla, anzi avrebbe preferito vedermi andare ovunque distante da lì. Comunque in breve, io ed il giovane collega non abbiamo mollato l’OSSO ed abbiamo, anche se con l’intervento di una delle varie forze di polizia arrivata sulle prede, arrestato tutti e quattro gli individui, trovato la macchina con celato sopra ogni cosa, dagli arnesi da scasso agli scanner, dai buchi nascosti nel talaio alle guide per mettere targhe false, dai passamontagna alle scarpe di ricambio; per ultimo, ma di ovvia importanza abbiamo altresì sequestrato meticolosamente oggetti in ospedale trovati nelle disponibilità del ferito che hanno dimostrato la colpevolezza ed incastrato i quattro Sinti.

Il tutto è terminato con quattro su quattro associati al carcere e brillante operazione compiuta; da notare che gli arrestati erano veri e propri delinquenti specializzati in furti e rapine in ville sia di giorno che di notte, reati commessi in più Province.

Il merito di tutto ciò ovviamente è finito alla forza di polizia mentre a noi è rimasta una bella lavata di testa dai superiori.

Che dire, penso al povero Niccolò, collega eroe di Milano e dico, questa volta sono stato molto molto fortunato.

Ora vado, domani si presta nuovamente servizio, grazie per l’attenzione e buon lavoro a tutti.

FIRMATO

Un Impiegato, Un Messo, Un Vigile, Un Poliziotto.. oppure fate voi perché io non lo so!!

IL COMMENTO:

Non vi sono commenti da fare, dice tutto la lettera; se qualcuno volesse renderla pubblica, magari nelle varie commissioni al Senato così da far capire ai ” testardi ” oppositori della legge di riforma della polizia locale che è davero tempo di cambiare.

Naturalmente, prima di inviarla, ne ho verificato l’autenticità: i fatti sono accaduti ad Alba (CN)

e pubblicati dalla stampa.

Rassegna stampa » Dettaglio

Sventata rapina in villa
(28/01/12 – Grandain)

Alba – E’ finita male ieri ad un gruppo di 4 nomadi “sinti”, tutti con numerosi precedenti penali alle spalle per reati contro il patrimonio che vivono ad Asti, arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Alba in collaborazione con i colleghi di Villanova d’Asti e gli Agenti della Polizia Municipale di Alba e Guarene per il reato di tentato furto aggravato in concorso poi trasferiti nel carcere albese.

Ieri mattina i nomadi, dopo aver forzato la porta d’ingresso di una villetta di proprietà di un impiegato a Castellero (piccolo comune della Provincia di Asti), avevano individuato una cassaforte a muro e, mediante un flessibile elettrico, avevano iniziato a tagliarla. Ad un certo punto però l’utensile non ha funzionato come avrebbe dovuto colpendo violentemente al volto il ladro che lo stava maneggiando il quale ha iniziato a perdere molto sangue dall’occhio sinistro.

I “sinti”, vista la situazione, hanno rinunciato di portare a termine il furto e, dopo aver prelevato una tovaglia dalla cucina dell’abitazione del derubato con cui hanno cercato di tamponare la ferita del loro complice, si sono allontanati tutti e quattro in gran fretta a bordo di un’Alfa Romeo. L’auto veniva però notata da alcuni vicini di casa che informavano i Carabinieri della Compagnia di Villanova d’Asti e scattavano immediatamente le ricerche dei malfattori non solo in provincia di Asti ma estese anche alle vicine di Cuneo e Torino.

L’auto segnalata veniva notata, qualche ora più tardi, da una pattuglia della Polizia Municipale di Alba alla periferia cittadina in corso Asti. Ai Vigili Urbani i quattro chiedevano dove fosse l’ospedale perché avevano un ferito a bordo e gli agenti, dopo avere indicato loro l’ospedale, si insospettivano ed informavano immediatamente i Carabinieri di Alba che bloccavano al pronto soccorso il giovane “sinti” ferito all’occhio durante il furto finito male. Dei suoi complici però nessuna traccia perché, dopo averlo lasciato al pronto soccorso, si erano allontanati per non rischiare di essere individuati.

I Carabinieri di Alba e Villanova d’Asti non si sono però dati per vinti e si sono appostati all’esterno dell’ospedale di Alba in attesa che tornassero i tre complici del nomade ferito ed in effetti, dopo alcune ore, sono arrivati e li hanno catturati.

All’interno della loro auto i militari hanno rinvenuto e sequestrato la tovaglia intrisa di sangue prelevata a casa del derubato per tamponare il sangue del complice ferito e due radio ricetrasmittenti in grado di captare le frequenze delle Forze di Polizia. Inoltre, nel bagagliaio dell’auto, era stato ricavato un vano nascosto probabilmente usato per depositare il frutto dei “colpi” da loro messi a segno.

Dell’arresto è stato informato il Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Alba Dott.ssa Donatella Maisa e su di loro sono tuttora in corso indagini da parte dei Carabinieri di Alba e Villanova d’Asti perché si ritiene possano essere gli esecutori materiali di furti in abitazione con taglio di casseforti simili a quello commesso ieri.

di Davide Rizzi, davide.rizzi@euma.it
dalla segreteria siciliana un pensiero su un’associazione sindacale denominata – 21 gennaio 2012 La paura fa 09 ops…!!!! scusate 90
Bravi….. la paura di essere ridicoli vi ha reso furbi, meglio cambiare la data, così almeno ci sono le altre sigle e vi potete camuffare. A questo punto vi do un consiglio, a ognuno dei vostri partecipanti date 10 bandiere e a ogni contrattista una casacca della P.L., così nelle foto sarete moltissimi.

19 gennaio 2012 Mobilitazione della Polizia Locale in Roma 9-23 febbraio 2012

Il Comandante
Dr. Domenico Giannetta
333/3052645
Articolo Sicurezza Stradale DSC_0358 DSC_0362
CONCORSO PUBBLICO BARLETTA, UNA FARSA
LERICI, LE SANZIONI, I CITTADINI  E LA RIMOZIONE DEL COMANDANTE DELLA POLIZIA LOCALE
Stalking - 01
SASSOFERRATO E IL MOMENTO PARTICOLARE DELLA CATEGORIA
COMMENTI E RINGRAZIAMENTI AL SENATORE SAIA – DI MUMOLO GIUSEPPE
lettera alla politica sulla polizia locale nazionale e regionale – di lello stillitano
lettera a striscia la notizia – di giuliano corso PENSIERI DI ALTRI COLLEGHI
in bocca al lupo al comandante Alves Benedetti
costituzione tradita sulla dignità dei lavoratori
cisl si prepara al nuovo contratto
sistemazione targa risposta Ministero Trasporti
un ultimo saluto al collega Brizzi deceduto in servizio comandato presso le terre verdiane parma
un arrivederci alla comandante valeria meloncelli
cortina – patteggia la fede sveva dopo i noti eventi in cui ha visto il padre, successivamente, chiedere scusa sia al TG che al convegno SULPM alla Categoria
inaugurazione accademia ufficiali e sottufficiali polizia locale 28.11.2009  milano
cgil, sempre le medesime cose
incredibile …..il lupo è tornato sotto altre spoglie … senza parole
stato_agitazione_Comparto friuli venezia giulia
lettera di un cittadino sul convegno di vasto ritucci

bitonto – mandiamo a casa il comandante

mannamoli a casa

autovelox … forse ecco perchè!

video antiborseggi-antiscippi

Veltroni porta Cisl e Uil in dote a Dario !!

articolo de’ IL TEMPO del 3 luglio 2009 –
http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/07/03/1043520-veltroni_porta_cisl_dote_dario.shtml
Cari amici del PdL
articolo apparso su Il Tempo del 3 luglio 2009:
LA NEWS
L’ex sindaco di Roma tira la volata a Franceschini e fa un passo indietro: “Sono fuori e resterò fuori dal congresso, come avevo promesso”.
“Bentornato Walter”. Lo striscione, appeso alla balaustra della galleria, accoglie Veltroni non appena mette piede al Teatro Capranica. Ed è impossibile non sorridere. In fondo è stato proprio l’ex sindaco di Roma, dopo un anno e mezzo alla guida del Pd, a lasciare tutto. Certo, le pressioni erano tante, ma nessuno glielo ha imposto. E comunque sono passati cinque mesi, non un secolo. Così come sono passati appena due anni (la manifestazione romana è nata proprio per festeggiare la ricorrenza) dall’ormai famosissimo discorso del Lingotto che, in gran parte, è rimasto un bel discorso.
E Walter, forse, qualche responsabilità ce l’ha. Comunque il passato è passato. Oggi è un giorno di festa. Ed è per questo che Veltroni ha voluto tutti accanto a sé. Dalla famiglia ai veltroniani doc come Giorgio Tonini e Walter Verini. Da Piero Fassino a Giovanna Melandri. Da Sergio Chiamparino a Debora Serracchiani e David Sassoli. Ma soprattuto ha voluto in platea i segretari di Cisl e Uil Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Sono la sua dote per il candidato segretario Dario Franceschini (anche lui presente in platea). Anche se Walter fa un passo indietro: «Sono fuori e resterò fuori dal congresso, come avevo promesso».
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Complimenti vivissimi. La professionalità della Poliza Locale cresce soprattutto con questi importanti traguardi.
Ad Maiora
giuseppe Bonfilio
Il giorno 15 Giugno 2009 presso l’aula magna dell’Università
Marconi di Roma  facoltà di Giurisprudenza – si è laureato in Scienze
Giuridiche, il  collega di San Ferdinando (RC) Spanò Giuseppe, discutendo la
tesi di Criminologia “Web Crimes e Pedofilia virtuale”. Grazie.
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Della nuova legge quadro non è ancora stabilito bene se il porto d’armi vale su tutto il territorio nazionale, fattispecie questa che ha sempre creato problemi di ordine legale e talvolta contrasti con le altre forze dell’ordine che hanno anche denunciato colleghi trovati in possesso dell’arma di ordinanza fuori dal territorio comunale.
Sono fortemente contrario alle ipotesi di cui agli art. 11, c.9, e 13 della bozza della legge presentata dal Sen. Saia riguardo all’obbligo di costituire aree di P.L. con almeno 15 operatori.
Sinteticamente affermo che moltissimi territori nazionali (esempio il nostro) per arrivare a 15 operatori devono coprire territori molto vasti e tortuosi e pertanto si pongono diversi problemi del tipo. – chi fa il Comandante, quello del comune più grande? il più alto in grado? si fa una selezione pubblica? – il territorio molto vasto non disperde i controlli che vanno ad accavallarsi a quelli che fanno i Carabinieri e la Polizia? – le indennità di responsabile del servizio che ha il collega del comune con 1 o 2 operatori vengono mantenute o soppresse a favore del solo Comandante del corpo? – la capillarità e la municipalità di un servizio accurato paese per paese che consente all’agente unico o ai due agenti di sapere tutto ma proprio tutto del territorio in cui operano, del tessuto sociale, della composizione delle case dei propri cittadini ecc. ecc. facendo ciò che in gergo moderno si chiama gossip e che è tanto utile ai Carabinieri quando cercano informazioni chi lo farebbe? Sono patrimoni di informazioni questi, che un servizio generico come quello previsto all’art.13 renderebbe vano. -quanto sopra senza nulla togliere ad accordi tra comuni o convenzioni per fare qualche servizio di P.L. in forma associata. – la parte amministrativa dei comuni forzatamente associati dalla nuova legge chi la gestisce,il comando unificato o il singolo comune deve trovare altre risorse umane per la parte ‘cartacea’ del lavoro visto che l’agente è diventato non più il punto di riferimento del comune, ma ‘uno dei tanti’? Io porto ad esempio la mia situazione visto che opero, come agente unico di P.L., in un territorio a vocazione turistica per la presenza del lago di Lecco e la vicinanza con Bellagio, piuttosto vasto e seguendo anche il Commercio. Premesso che nel periodo estivo usufruisco di personale aggiuntivo limitatamente alle giornate festive, a qualche giorno infrasettimanale e per un massimo di 6-7 mesi l’anno con un costo che è la metà di ciò che costerebbe avere un altro operatore a tempo pieno. Il servizio che offriamo è ottimo, capillare, attento alle esigenze dei cittadini con un solo handicap che è la parte amministrativa che mi assorbe l’80% del tempo di lavoro sottraendomi la possibilità di essere più spesso sulla strada. Il discorso è molto lungo e lo termino qui comunque l’obbligatorietà dei consorzi non fa bene a nessuno credete a chi è quasi un quarto di secolo che fa questo dannatissimo e amatissimo mestiere. Se volete conoscere meglio ciò che penso di questa legge telefonatemi e anche se la mia voce non conta niente saprete almeno come la pensano in tanti su questa storia. Auguri a tutti di buon lavoro.
Gabriele RAIA
appunto … ancora si guarda all’interesse del proprio orticello … noi siamo convinti, invece, che la CATEGORIA SIA’ CRESCIUTA  e comprenda molto bene qual’è l’interesse generale, tra l’altro votato con un referenum online su questo siot …. con buona pace dei responsabili dei servizi che diventeranno dei commissari e non è certo poco.
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enti-parco-e-ddl-saia
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Salve, Vi comunico che in data 18.04.2009 è stata inaugurata la nuova sede della Polizia Locale di San Nicola la Strada (CE).Una struttura moderna ed efficiente.Vi allego alcune foto.Saluti
Il dirigente sindacale S.U.L.P.M. Edaordo Vermiglio
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nuova polizia locale !!!! ma quando? ma smettiamola!!!!!!!
la lettera
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corriere della sera – il commento di ezio bassani comandante di serravalle scrivia
__terremoto-dell’aquila una realtà _____________________
2009-cose-non-capiamo 2009-diffida-ospol-pag1 2009-diffida-ospol-pag2 roma le armi il sulpm e il csa, quando alcuni operatori non sapendo di cosa si parla e che mirano ad altri interessi minano lo sforzo di un’intera Categoria - le parole non servono, ma .. i collghi dovrebbero essere matui oggi … !!??
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ti attapira
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dimissioni collega acireale
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Carissimi Direttori e carissimi giornalisti,
Ultimamente nel nostro paese non si parla altro che di sicurezza, e visto gli
ultimi episodi successi, giustamente la cittadinanza si sta preoccupando sempre
più di questo fenomeno.
Io vi volevo chiedere  se qualcuno di voi si è mai chiesto la funzione che ha
la Polizia Locale nella sicurezza pubblica…..
Questa mia domanda nasce dalla ” Ignoranza che hanno  quasi tutte le
amministrazioni locali” nelle funzioni della propria Polizia, in quanto non
sanno che i “Vigili Urbani o Ghisa o Pizzardoni o LA POLIZIA LOCALE  come si
vogliono chiamare” sono agenti e ufficiali di Polizia Giudiziaria quindi
uguagliati ai Carabinieri e Alle altre Forze di Polizia della Stato, con
qualche limitazione territoriale e temporale ma del resto UGUALE.
Questa mia mail indirizzata agli organi di stampa è  motivata in quanto voi
giornalisti non si sa la motivazione, ma non evidenziate la nostra
professionalità come quelle delle altre Forze di Polizia ma evidenziate il
nostro lavoro solo per le multe sopra i parabbrezza.
Questo purtroppo non giova alla nostra divisa e alla nostra credibilità ma ci
danneggia, vi vorrei invitare a moderare il sito dei sindacati di categoria,
cosi anche voi potete informarvi delle operazioni che quotidianamente facciamo.
Ed un po di pubblicità ci aiuterà nel nostro lavoro e fara conoscere alla gente
la nostra professionalità.
Volevo ancora segnalarvi che siamo uno dei pochi Stati al Mondo che abbiamo 8
forze di Polizia e che la Legge 65/86 quella della Polizia Municipale e vecchia
più di 20 anni mai ritoccata mentre la società è parecchia cambiata……….
Ringrazio tutti per l’attenzione che mi avete dato leggendo queste 2 righe di
sfogo……… Grazie e confido in voi per fare in modo che tutte le notizie
sia quelle delle multe sul parabbrezza sia quelle anti- droga sia altre
operazioni che vengono svolte dalla Polizia Municipale vengono pubblicizzate in
modo uguale……… Vedi CC, Polizia ecc……….. grazie ancora e buona
serata a tutti
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lettera aperta dai colleghi della provincia di torino
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dal commissariato sulpm del piemonte bravo gigi moncalvo

___________________________ mail0004.JPGdi vito parisi – replica alla giornalista lucia annunziata————————– …anche oggi il “buon di pietro”, in occasione del question-time, ha
ribadito il concetto che “..se persino per fare il vigile urbano o il
bidello ci vuole una fedina penale pulita …”. Questo suo ripetersi
adesso mi ha fatto incazzare, motivo per cui sento il bisogno di
querelarlo o scrivere al presidente della camera. Sia ben chiaro, non
sono incazzato per essere stato accumunato ai bidelli, bensì per non
essere stato considerato, neanche lontanamente, una forza di polizia,
ma essere stato considerato come l’ultima categoria di lavoratori, dove
persino per “questi” la fedina penale deve essere pulita …
scusate ma sentivo l’impellente necessità di sfogarmi con un amico ————————-Nel QUESTION-TIME del 25/09/08, dopo avere ascoltato l’intervento dell’ On. Di Pietro, ritengo sia necessario precisare al suddetto che, qualora ciò gli fosse sfuggito, il “Vigile Urbano” è, innanzi tutto, suo malgrado, un tutore della Legge e non l’ultimo dei mestieri (per i quali vengono richiesti i precedenti penali), così come si deduce dal suo intervento, dove (nonostante questa ultima posizione), è necessario non avere precedenti penali per esercitare la professione.
L’esempio dallo stesso citato per indicare la necessità di assenza di precedenti penali anche per la classe dei politici, benché nobile la richiesta formulata dall’onorevole, offende profondamente la CATEGORIA, che non può certamente essere menzionata come esempio di necessità di “FEDINA PENALE PULITA”, trasmettendo però un messaggio come quello
fatto dall’On. Di Pietro che nel suo intervento diceva testualmente: – “…persino per fare il Vigile Urbano ci vuole una fedina pulita, mentre ciò non accade per il politico…”.
Non possiamo certo lasciare passare come se niente fosse, perché il Di Pietro deve capire che il Polizziotto Municipale non è l’ultima categoria da portare come esempio.
Grazie Dott. Giovanni Oliva ———————–
Gent.mo Segretario Generale, mi fa molto piacere informarLa che oggi 20 Ottobre 2009 presso le sale del Giudice di Pace in Palombara Sabina (Roma), i colleghi Alessandro e Guglielmo Marchetti hanno tenuto un corso gratuito di formazione in materia di sicurezza pubblica Legge n. 94/09.
Il corso che ha visto la partecipazione di oltre quaranta agenti, ufficiali e sottufficiali della polizia locale, provenienti da diversi comuni dell’area sabina e dei castelli romani è stato accolto favorevolmente e con entusiasmo anche dal Comandante della locale stazione dei Carabinieri e dal Sindaco Paolo della Rocca che ha portato i saluti a nome del Comune.
Il Sindaco, nel ringraziare il relatore Alessandro Marchetti si è reso pubblicamente disponibile ad intraprendere altre iniziative che la Segreteria Romana e Provinciale del S.U.L.P.M. voglia realizzare.
A breve uscirà anche un articolo sul quotidiano locale “Nuovo Guidonia Tivoli Oggi”, allegato al “Giornale”, in merito al su detto corso.
Tra gli altri erano presenti anche degli appartenenti alla mia categoria dei Guardiaparco della Regione Lazio dei Parchi urbani ed extraurbani, iscritti al nostro sindacato.
Molto interessati alla lezione e speranzosi nel veder approvata la riforma di Legge Quadro sulla Polizia Locale, tengo a precisare che nel Lazio i Guardiaparco sono ben quattrocento e grazie a Guglielmo Marchetti che mi ha dato fiducia il S.U.L.P.M. sta entrando autorevolmente anche in questa realtà lavorativa.
Spero che i colleghi che oggi ci hanno gentilmente fatto da relatori possano sempre  più in seguito, supportarci ed aggiornarci, anche e perchè no con la Sua presenza nel Lazio.
Saluti fraterni
Massimiliano Salvatori – Segr. Prov.le Agg.to sulpm
http://www.sulpm.it/sulpm/lazio/2009/2009-10-20-corso-Palombara/2009-10-20-Corso-Palombara.htm
caro assirelli,
torno nuovamente a scrivere dopo i fatti accaduti a Parma; dal primo Ottobre (gg in cui sono venuto a conoscenza della notizia) non mi capacito del perché è stata effettuata da parte della stampa una campagna denigratori nei confronti di tutta la categoria (io opero in Piemonte, quindi totalmente estraneo ai fatti di Parma..), proprio non riesco a capire perché stiamo a tutti così ”antipatici”, ma è perché nei nostri compiti c’è anche quello di fare le contravvenzioni o per che cosa??
nel caso specifico i giornalisti hanno sparato a zero etichettando i colleghi come dei razzisti, sputtanandoci su tg nazionali e giornali senza nemmeno ipotizzare (e non sarebbe la prima volta) che magari il povero ragazzo di colore non dica la verità!! e i due colleghi feriti?? si sono causati lesioni da soli?? e poi perchè se uno non ha niente da nascondere hai controlli scappa?? possibile che i colleghi non si siano identificati??
una cosa caro assirelli è certa: è troppo facile accusare la polizia municipale l’ anello debole delle forze dell’ ordine ; pensi che ho letto sui giornali commenti osceni da parte di politici più o meno importanti (di cui non sottolineo lo schieramento) che non sanno nemmeno i compiti e i dovero che abbiamo, alcuni addirittura sostengono che non è compito nostro arrestare gli spacciatori o chi commette un reato in flagranza, che dobbiamo solo fare soste divieti e cds, altri hanno sparato a zero solo perchè secondo loro la divisa è di destra e non di sinistra, siamo considerati dei fascisti, dei razzisti, ma,  la sicurezza urbana e il quieto vivere non dovrebbe avere colore politico dovrebbe essere un diritto fortemente voluto da tutti! non crede che questo fatto sia stato strumentalizzato troppo da qualche partito e sindacato?? perché a parte il ministro Maroni nessuno ha preso una posizione di difesa nei confronti della ns categoria, spiegando hai signori giornalisti (o forse giornalai) che forse è presto per trarre decisioni affrettate che è troppo facile fare i conti senza l’ oste, che scrivere sul giornale non vuol dire sentenziare una condanna, che tocca alla procura mandare avanti un indagine e che alla fine chi avrà sbagliato pagherà??
concludo caro assirelli formulando un quesito: se i ns colleghi usciranno da questa storia puliti, la notizia avrà lo stesso risalto o verrà archiviata?
mi scuso per lo sfogo, distinti saluti.
alessio
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Illustre direzione ,
la presente per sottoporLe una problematica seria e di notevole
importanza.Le invio la nota di risposta del Presidente della Camera alla mia
missiva sulla riforma della Legge della Polizia Locale.
Cordialmente saluto e ringrazio per l’attenzione
Antonio Piricelli
Consigliere Comunale Ischia e collega della Polizia Loca
consigliere comunale antonio piricelli ( pd ) e riforma polizia locale
risposta presidente della camera dei deputatii
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From: To: “assirelli” Sent: Thursday, June 12, 2008 4:06 PM
Subject: Lettera pubblicata sul Giornale di Brescia
Spettabile SULPM, sono un operatore di Polizia, Agente di Polizia Locale del Comune di Iseo(BS). In allegato Vi trasmetto una mia lettera che è stata pubblicata sul Giornale di Brescia. Il mio lavoro mi porta ogni giorno ad essere presente sulle strade e mi è sembrato opportuno, visto che credo che si possa fare tanto per la sicurezza stradale, scrivere delle mie riflessioni. Distinti saluti.
Giuseppe Scolaro – Agente di Polizia Locale
…ormai è sempre la stessa storia.
L’asfalto bagnato, la folle velocità, una distrazione…
…ed ecco, si è spenta un’altra luce. Un’altra vita è volata via in un istante. Qualcuno ha messo la parola fine al posto sbagliato. Si comincia così, lamiere contorte, vetri sull’asfalto, poi le sirene, i lampeggianti blu di polizia e ambulanza. I minuti diventano lunghi come ore e, ad un tratto, quello che era il caotico teatro di una tragedia, si trasforma in un luogo di profondo silenzio. Un silenzio pieno di pensieri e di perché.
Non è più un triste e raro episodio, ma un continuo accrescersi della stessa tragedia. L’incidente non è più un evento inconsueto ma è soltanto una piccola parte di una strage che continua giorno dopo giorno a crescere nei suoi numeri.
I veicoli devono essere utilizzati come mezzo di trasporto. Devono essere sinonimo di utilità. Le regole devono essere rispettare e ognuno di noi, a salvaguardia della propria vita, deve accertarsi che anche gli altri le rispettino. A volte, purtroppo, capita che ha la peggio colui che rispetta le regole. Non dobbiamo prenderci la libertà di non rispettarle perché non è soltanto un rischio per noi ma per tutti gli utenti della strada. E’ vero: “la libertà propria finisce dove inizia quella degli altri”.
E poi amici, molti rispettano il Codice della Strada soltanto per non incorrere in una sanzione amministrativa e, quando non vedono la presenza di operatori di polizia eccoli di nuovo a trasgredire. Ma sapete che gran parte della violazioni prevede come sanzione un pagamento dai 36 ai 74 euro? Il rischio più grande non è la multa, ma è mettere in pericolo la propria sicurezza, la propria vita e la vita di altre persone incolpevoli. Probabilmente molti danno alla propria vita un valore così basso da essere addirittura inferiore a quello di una sanzione. Ma la vostra vita vale meno di 36 o 74 euro?
Giuseppe Scolaro
Comando Polizia Locale di Iseo- Via Mirolte n.78 – 25049 Iseo (BS)
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From: alessandro verduci To: segreteria@sulpm.net Sent: Sunday, May 11, 2008 5:30 PM
Subject: aggressioni
Da Monza – il delegato RSU per il SULPM-DICCAP Alessandro Verduci, agente istruttore della Polizia Locale.
Vengo a segnalarvi, cari colleghi, l’ennesima aggressione subita da un collega durante il cambio turno nella notte tra il 4 e 5 maggio u.s. Infatti, in quel frangente l’agente Gerardo Maiorano, noto a livello nazionale per le sue performance sportive nell’ambito della corsa su strada, sorprendeva alcuni c.d. “writers” i quali stavano imbrattando con frasi ingiuriose nei confronti della Polizia Locale i muri perimetrali del Comando di Via Mentana. Alla vista dell’agente, costoro si allontanavano rapidamente, ma uno di essi veniva facilmente raggiunto dal collega che mentre si accingeva a fermarlo per gli accertamenti,veniva gettato a terra dall’altro fuggitivo, giunto a dare manforte all’amico; nelmentre trovavasi sull’asfalto, il Maiorano veniva colpito dai “writers” al corpo ed alla testa e gli veniva sottratta la pistola di ordinanza. L’inseguimento riprendeva da parte di altri colleghi provenienti dal Comando, insieme allo stesso Maiorano benchè ferito e sanguinante, e si concludeva poco dopo anche con l’ausilio di altre forze di Polizia con il recupero dell’arma e l’arresto dei malviventi.
Italiani, incensurati e lavoratori: una bravata che costerà carissima a questi due individui, attualmente all’interno della Casa Circondariale di S.Quirico a Monza dove avranno modo di riflettere su quanto commesso. Da segnalare che costoro non sono i soliti sbandati o stranieri, ma “normali” cittadini, come quelli che a Torino hanno commesso le recentinote “prodezze”: occorre ancora di più sensibilizzare i governanti a qualsiasi livello sulla necessità di modificare la cultura del cittadino, insieme al sindacato, attorno alla figura dell’operatore di Polizia Locale. Non un nemico, ma un prezioso elemento per la garanzia della vita civile nella società. Non un gabelliere o un “multificio”, ma ungarante di equità e moralizzazione, dell’ordine e della legalità.
L’operazione della Polizia Locale di Monza dimostra che il livello di guardia è già stato superato ma non vogliamo subire una “sindrome di
accerchiamento”, anche se si è visto che ci sappiamo ben coalizzare e difendere se attaccati: attendiamo la riforma della l.65/86 come primo passo, anche se non sarà la panacea per tutti i mali.
Cordialmente ALESSANDRO VERDUCI
depliant-seminario-25-5-09
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Risposta alle dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta del Mezzogiorno in data 9 maggio 2009 a pagina VIII della Gazzetta di Capitanata dall’Assessore alla Polizia Urbana Giuli Scapato.
Mittente: Antonio Scarpiello Vigile Urbano in pensione
In riferimento alle dichiarazioni rilesciate dall’Assessore alla Polizia Urbana del Comune di Foggia Avv. Giulio Scapato circa la decisione di autorizzare i parcheggiatori a multare gli automobilisti per le violazioni al Codice della Strada riguardanti la velocità e la sosta, non può che esseere espresso una forte dissenso ed un senso di sconforto. Dopo quasi 40 anni di onorato servizio prestato nel Corpo dei Vigili Urbani seppur in un piccolo paesino dell’Umbria, ancora mi sento offeso e preoccupato per ciò che leggo attraverso la stampa. Volendo tralasciare, almeno in questa sede, il fatto che la figura di Avvocato è, per definizione, incompatibile con quella di Assessore alla Polizia Urbana perchè le due professioni sono tutti i giorni in opposizione dinanzi ad un giudice, tentando l’avvocato di demolire, seppur legittimamente, l’operato del Vigile come del poliziotto e del carabiniere, si preme qui sottolineare che quanto proposto è assolutamente inaccettabile. Le cooperative a cui si vogliono affidare queste nuove mansioni (come accade già in poche città italiane con carenza di vigili) per statuto sono obbligate ad assumere in una certa percentuale personale socialmente disagiato. E così, qualora questa proposta trovasse riscontro,  il cittadino foggiano si troverebbe ad essere multato da un individuo dal passato “incerto”. La multa è un atto ufficiale di Polizia Stradale e a contestarlo è e deve essere solo un Pubblico Ufficiale appartenente alle forze dell’ordine che, inquanto tale, è persona al di sopra di ogni sospetto. Quello che un Vigile Urbano, tanto per fare un esempio, scrive o dice e, senza ombra di dubbio verità, perchè questi è un agente di polizia giudiziaria. Le multe che finiscono dinanzi  ai giudici sono alcune volte annullate perchè compilate erroneamente dall’accertatore e non si è mai posta in dubbio la sua veridicità proprio perchè a firma di una persona super partes. Questa tutela nei confronti dei cittadini può essere salvaguardata da chi poliziotto non è? Una infrazione al Codice della Strada accertata e sanzionata da un Vigile Urbano, che che se ne dica, è solo fine ad un obbligo istituzionale e non un modo, da parte dell’accertatore, di far cassa. Questa professionalità non vi sarebbe se a multare fossero perfetti sconosciuti. Ancora, se un parcheggiatore si inventa una multa per ripicca mista ad ignoranza, una volta denunciato a quali sanzioni va incontro? Certamente non a quelle cui andrebbe incontro un Pubblico Ufficiale. Voler dare questo incarico a personale di una ex municipalizzata, quindi, oltre ad essere socialmente pericoloso ed ai limiti della legalità è la ammissione che le multe che si intendono comminare sono solo uno strumento per far soldi e non un deterrente per il rispetto delle regole.
cordiali saluti Antonio Scarpiello
leggo ormai da
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Gent.mo Segretario Generale, mi fa molto piacere informarLa che oggi 20 Ottobre 2009 presso le sale del Giudice di Pace in Palombara Sabina (Roma), i colleghi Alessandro e Guglielmo Marchetti hanno tenuto un corso gratuito di formazione in materia di sicurezza pubblica Legge n. 94/09.
Il corso che ha visto la partecipazione di oltre quaranta agenti, ufficiali e sottufficiali della polizia locale, provenienti da diversi comuni dell’area sabina e dei castelli romani è stato accolto favorevolmente e con entusiasmo anche dal Comandante della locale stazione dei Carabinieri e dal Sindaco Paolo della Rocca che ha portato i saluti a nome del Comune.
Il Sindaco, nel ringraziare il relatore Alessandro Marchetti si è reso pubblicamente disponibile ad intraprendere altre iniziative che la Segreteria Romana e Provinciale del S.U.L.P.M. voglia realizzare.
A breve uscirà anche un articolo sul quotidiano locale “Nuovo Guidonia Tivoli Oggi”, allegato al “Giornale”, in merito al su detto corso.
Tra gli altri erano presenti anche degli appartenenti alla mia categoria dei Guardiaparco della Regione Lazio dei Parchi urbani ed extraurbani, iscritti al nostro sindacato.
Molto interessati alla lezione e speranzosi nel veder approvata la riforma di Legge Quadro sulla Polizia Locale, tengo a precisare che nel Lazio i Guardiaparco sono ben quattrocento e grazie a Guglielmo Marchetti che mi ha dato fiducia il S.U.L.P.M. sta entrando autorevolmente anche in questa realtà lavorativa.
Spero che i colleghi che oggi ci hanno gentilmente fatto da relatori possano sempre  più in seguito, supportarci ed aggiornarci, anche e perchè no con la Sua presenza nel Lazio.
Saluti fraterni
Massimiliano Salvatori – Segr. Prov.le Agg.to sulpm

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Foto e immagini dello STAGE GRATUITO DI KRAV MAGA, COMBAT E TATTICHE DI POLICE organizzato da SULPM, ANASPOL E FIKM CON IL MAESTRO ANTONELLO D’AGOSTINO collega della polizia municipale di Torino e ns iscritto, IN COLLABORAZIONE CON FAUSTO BELIA  (sempre ns iscritto alla P.M. di Roma – GSSU e Istruttore FIKM)
riforma
Valle del Sabato
Ten Giannetta Domenico
I mezzi
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FISCO: ARRIVA LO SPESOMETRO , CI CONTROLLERA’ MENTRE ACQUISTIAMO
A partire dal 1 maggio 2011, ogni volta che una persona acquisterà in negozio un bene di importo superiore a 3.600 euro, dovrà fornire il proprio codice fiscale al commerciante, in modo che quest’ultimo possa trasmetterlo al Fisco, per consentirgli di alimentare lo “spesometro”, o accertamento sintetico. In pratica, un profilo del tenore di vita del contribuente, che serve all’Agenzia delle entrate per individuare scostamenti significativi rispetto ai redditi dichiarati. Per i rapporti tra soggetti economici (imprese, professionisti, partite Iva in generale), invece, nei quali gli scambi di denaro avvengo sempre obbligatoriamente tramite fattura, la soglia oltre la quale scatta l’obbligo di comunicazione è 3 mila euro e la data di entrata in vigore il 1 gennaio 2011. Sono le regole per le nuove comunicazioni delle operazioni Iva, i cui dettagli sono stati resi noti tramite un comunicato del Direttore dell’Agenzia delle entrate, appena pubblicato.
Scopo di tutto ciò è la lotta all’evasione, in buona parte fondata, secondo gli attuali orientamenti del Ministero, sull’accertamento del tenore di vita, lo “spesometro”. Vogliamo sapere cosa compri e come spendi i tuoi soldi – è il ragionamento sottinteso – e se appuriamo che ti puoi permettere certe cose, i redditi che dichiari devono essere all’altezza, altrimenti veniamo da te e devi trovare il modo di giustificarti, se ci riesci. Se non ci riesci, sono guai.
Il provvedimento riguarda tutti i titolari di partita Iva, perciò anche i collaboratori a progetto, a meno che non guadagnino meno di 3 mila euro in un anno. Il documento dell’Agenzia delle entrate specifica infatti che la regola vale anche per tutti i contratti di appalto, di fornitura, di somministrazione e gli altri contratti da cui derivano “corrispettivi periodici”. In questo caso, la soglia dei 3 mila euro si applica a tutto l’anno solare.
di marco giombetti
lettera pubblicata sito ospol dell’ex commissario giuseppe morra risposta segretario generale aggiunto alessandro marchetti
Tanto tuonò che alla fine piovve
SAN GERARDO. SERVIZIO ASSOCIATO DELLA P.M.
Mi chiedo come mai le trasmissioni come le IENE del 06.10.2010 mettono
sempre in ridicolo la nostra categoria e MAI le altre carabinieri -
polizia- guardia di finanza- forestale Quando si tratta di INFANGARE
QUALCUNO CI SIAMO SOLO NOI QUANDO INVECE SI TRATTA DI ELOGIARE SEMPRE
GLI ALTRI , ma io mi chiedo come mai IO AGENTE DI POLIZIA LOCALE CHE
OPERO DA SOLO DICO DA SOLO esposto a mille rischi LA MIA PELLE NON VALE
NIENTE E QUELLA DEGLI ALTRI CHE OPERANO CON GROSSE STRUTTURE ALLE
SPALLE IN OGNI MOMENTO VALE TANTO facciamo tanto rischiando ogni GIORNO
E LA NOSTRA VITA NON VALE NULLA MI VERGOGNO DI QUESTO STATO
blog-polizia
foto-scuola-regione-marche
Riccione 2010 – scontro tra il SULPM e la CGIL – Io c’ero  tra chi ha fischiato la LA CGIL ma cosi scritto sembra un attacco premeditato da dei facinorosi ,invece il rumoreggiare mi è partito dal cuore dall’affronto di chi non si preuccupa di sapere di cosa parla in affronto ai colleghi premiati. Giunchi Roberto vice comandante polizia locale cervia.
UNA BELLA RELAZIONE SULLA POLIZIA GIUDIZIARIA DEL TENENTE COLONNELLO ATTILIO GALLO DI PESCARA
TRAPANI T.S.O – storia di un trattamento sanitario obbligatorio
Secondo Voi,
è mai possibile, che nel 2010 dopo tante sentenze dopo che ormai e
chiaro a tutti, il nostro comandante ci manda a un seminario su
“evoluzione della figura del messo comunale e le novità normative in
tema di notifiche”, dopo averci deriso in una cena tra colleghi di vari
comuni, che noi agenti dovevamo rifiutarci di fare il messo comunale e
lui non ci ha sostenuto come comandante in quanto lui doveva opporsi a
questa situazione insieme a noi,adesso ci manda a un seminario relativo
ai messi comunali, solo perchè indovinate perchè, per non perdere
l’indennità di responsabile di servizio si piega a TUTTO CIò CHE VUOLE
IL SINDACO E i politici , …….per non dire di riposi usufruiti dopo
1 mese, dopo 15 giorni, dopo aver lavorato 11 festivi consecutivi
ecc…… NON HO PAROLE fino a quanto i comandanti sono soggetti al
ricatto economico dei politici non c’è futuro, non è possibile andare a
lavorare tutti i giorni e stare in guerra nel proprio ambiente di
lavoro.
UNO SFOGO.

Si trasmette in allegato il comunicato stampa e alcune foto inerenti il Corso
di Specializzazione n. 80/09 “Sicurezza Stradale e Codice della Strada”
riservato agli appartenenti alla Polizia Locale attuato dal Servizio Associato
di Polizia Municipale dei Comuni di Candida, Parolise, Salza Irpina, San Potito
Ultra e Sorbo Serpico, con preghiera di divulgazione.
Distinti Saluti

19/01/2012
Caro Severgnini, pur nella dolorosa commemorazione per la tragedia del vigile urbano di Milano ucciso investito da un “SUV”, mi pongo alcune domande che mi suona strano nessuno si sia posto: 1) perchè sottolineare che si trattava di un SUV e non semplicemente di un criminale? E se fosse stato ucciso investito da una berlina o da una sportiva la sua morte avrebbe avuto un diverso valore? Che non dipenda, tale sottolineatura, dal fatto che al comune di Milano è molto utile in questo momento evidenziare che ci guida un SUV è necessariamente un criminale? (Premetto che NON possiedo un SUV). 2) Ma per fermare un’auto che ritieni sospetta, benedetto figliolo, ti piazzi davanti al cofano ? Perchè se il tizio a bordo non ha nulla da nascondere, anche se gli segnali di fermarsi stando di lato, si ferma comunque e se ha di che fuggire, il posto più cretino dove ti puoi mettere è davanti al cofano.
In sostanza mi/le/vi chiedo: ma non c’è qualche responsabilità di chi ha trasformato i “Vigili Urbani” in “Polizia Locale” soltanto rifacendo le scritte sui mezzi, senza fornir loro adeguati addestramenti? Vi ricordate negli anni ’70/’80 quando Polizia o Carabinieri fermavano un’auto, in che modo l’approcciavano temendo possibili atti terroristici? Insomma, quel povero ragazzo, non doveva morire, ma doveva essere addestrato meglio a gestire queste situazioni. Anche il suo collega ha ammesso di aver reagito male a quanto accaduto, aggrappandosi alla bicicletta del primo rischiando di fare la stessa fine. Solleviamo quindi un serio dubbio sulla preparazione di questi agenti di Polizia Locale, perchè non ci siano altri eventi infausti come questo.
Davide Rizzi, davide.rizzi@euma.it

Nato a Rimini il 9 novembre 1938- Deceduto a Savignano sul Rubicone (FC) il 26 ottobre 1987

IL VIGILE BUONO
Così i cittadini di Savignano sul Rubicone chiamano il loro vigile Aurelio Zaghini.Il 27 ottobre 1987 è una uggiosa sera d’autunno e Aurelio Zaghini è in servizio. Verso le 19 il vigile buono arriva nei pressi di una gioielleria, in pieno centro storico, dove due malfattori hanno appena messo a segno una rapina a mano armata. Aurelio Zaghini corre all’inseguimento dei rapinatori che stanno fuggendo con il bottino. L’agente, nonostante siano già stati sparati diversi colpi, prosegue nella sua azione senza esitare di fronte al pericolo imminente. Aurelio Zaghini cade a terra raggiunto da un colpo mortale all’addome. La morte del vigile buono sconvolge la tranquilla vita di Savignano, lasciando attoniti tutti i concittadini. I feroci assassini, nonostante ricerche e approfondite indagini da parte delle forze dell’ordine, non sono mai stati assicurati alla giustizia. Aurelio Zaghini era sposato e padre premuroso di tre figlie ancora in giovane età.


ANGELO VERSACI
Vigile Urbano
4 Settembre 1990 Calanna (RC). Ucciso a 43 anni dalla ‘Ndrangheta


Ebbene, se devo tornare ad essere un vigile urbano come loro, sarebbe solo un grandissimo onore.
…Senza contare tutti gli altri morti prima, dopo e durante quel periodo di “trent’anni fa’”
…ma che se ne stiano zitti, che manco sanno cosa facevano i vigili 30 anni fa’: lavoravano, e morivano, proprio come accade oggi, ecco cosa facevano…

Carlo Buttarelli

UN PLAUSO AI COLLEGHI CHE HANNO PARTECIPATO ALLA PARATA DEL 2 GIUGNO. BELLI, ORGOGLIOSI ED ALTA

Carlo Moscatelli CARO COMANDANTE, DOPO LUNGHE LOTTE INTESTINE, GRAZIE AL SINDACATO
S.U.L.P.M., LA POLIZIA LOCALE E’ ORGOGLIOSA DI SFILARE IN VIA DEI FORI IMPERIALI.
NON SCORDIAMOCI CHE LA TRIPLICE HA OSTACOLATO QUESTO EVENTO PER ANNI, E ORA TUTTI SIAMO ORGOLGLIOSI DI PARTECIPAR A QUESTA MANIFESTAZIONE NAZIONALE!
P.S. DIMENTICAVO IL COMANDO GENERALE DEL CORPO SE NE E’ SEMPRE STRAFEGATO.

Graziano Fiorucci si, belli e fieri………..nonostante tutto! unico grande rammarico, non potervi partecipare! orgoglioso di esserne stato parte, ma ora…………….!!!!!!!??????

Carlo Moscatelli NON SCORDIAMOCI DI DIRE GRAZIE AL S.U.L.P. L. CARO GRAZIANO, GLI ELOGI OLTRE AL SIG. COMANDANTE VANNO FATTI A TUTTA LA DIRIGENZA DI UN SOLO SINDACATO.
iL COMANDO DEL CORPO E’ STATO SEMPRE LATITANTE, LO SAPEVI?????
LO SAPEVI DELLE LOTTE CHE SONO STATE FATTE??
SE NON LO SAI DOCUMENTATI.

Graziano Fiorucci si lo sapevo ma…era solo un momento di struggente riflessione

Carlo Moscatelli LO SAPEVI E NON HAI COMMENTATO ahi ahi ahi ahi
HAI PERSO PUNTI IMPORTANTI

Carlo Buttarelli

No comment …

Carlo Moscatelli

GRAZIE S.U.L.P.M. GRAZIE S.U.L.P.M. GRAZIE S.U.L.P.M.
GRAZIE S.U.L.P.M. GRAZIE S.U.L.P.M. GRAZIE S.U.L.P.M.

Copia di art.192 gianluc